Giornata mondiale del vento, l’eolico come risorsa rinnovabile

©Federici/Lapresse 05-05-2008 Syrbo (Lecce), Italia Varie Parco Eolico nel Comune di Surbo in provincia di Lecce. Nella foto: impianti eolici ©Federici/Lapresse 05-05-2008 Syrbo (Lecce), Italy Wind energy site in south of Italy

Il 15 giugno, dal 2007, è la giornata mondiale del vento, ideata per diffondere consapevolezza sull’energia eolica. La campagna è portata avanti da WindEurope, Global Wind Energy Council e da varie associazioni nazionali (in Italia dall’ANEV, Associazione nazionale energia del vento). L’energia eolica infatti è una risorsa rinnovabile che non necessita di infrastrutture di estrazione e non produce emissioni climalteranti; un’ottima alternativa a quella ottenuta dalla combustione di combustibili fossili, che rilasciano anidride carbonica e altri gas serra eccessivamente dannosi per l’ambiente. I combustibili fossili sono la ragione principale del riscaldamento globale, in quanto imprigionano il calore nella nostra atmosfera. L’energia eolica, invece, non produce emissioni di nessun gas serra, inoltre seppur occupi una vasta area di terreno risulta essere compatibile con l’agricoltura e l’allevamento. Il vento inoltre è una risorsa naturale inesauribile in quanto il suo utilizzo per ottenere energia non ne compromette la disponibilità, a differenza del petrolio, del gas o del carbone. Infine, il costo di produzione di elettricità è basso grazie alla diffusione degli impianti, gli incentivi offerti dallo Stato e gli investimenti pubblici e privati. Anche il mantenimento delle pale e delle turbine eoliche è poco oneroso e permettono di aumentare la diversificazione del mix energetico, affiancando altre fonti rinnovabili come l’energia solare e l’energia idroelettrica.

Produzione e statistiche in Italia e nel mondo

A inizio 2023 in Italia sono stati messi in rete impianti eolici per 144,5 GW e sono in continuo aumento. Secondo i dati del Gestore dei servizi energetici di fine 2019, la maggiore potenza eolica d’Italia è in Puglia, seguita dalla Sicilia, poi la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Sardegna. Anche se la Puglia si trova al primo posto, la regione più virtuosa in base al numero di abitanti è la Basilicata con 1,7 chilowatt installati. Nonostante ciò, in Europa, l’Italia si trova al settimo posto per potenza istallata: al primo posto la Germania, poi Svezia, Finlandia, Francia e Regno Unito secondo le statistiche di WindEurope. Nel mondo, a sfruttare maggiormente l’energia eolica è la Cina, con una capacità installata di 281,99 GW, poi l’India con 38,56 GW e infine la Germania. Nel 2022 l’eolico ha ricoperto il 6,4% della domanda elettrica, un numero che si spera salirà attuando gli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE, che consistono nel ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Per raggiungere questa stima e giungere alla neutralità climatica entro il 2050 bisognerebbe arrivare ad almeno 20-21 GW operativi nel 2030. Oggi in Italia sono 11,99 GW. Presumibilmente ci saranno dei progressi per quanto riguarda l’energia del vento nel nostro paese: è prevista l’istallazione di nuovi impianti eolici onshore (sulla terra ferma) nel territorio nazionale, e secondo le stime di ANEV potrebbero arrivare almeno un paio di ulteriori gigawatt di potenza installata. Verranno potenziati gli impianti già esistenti (il repowering), includendo le “torri solari” che raccolgono contemporaneamente energia solare e energia eolica. Inoltre verranno effettuati dei provvedimenti anche nell’ambito dell’offshore, cioè parchi eolici costruiti in mari o oceani: l’ANEV prevede che il primo gigawatt di potenza installata è possibile che arrivi entro il 2030.

Gli svantaggi dell’energia eolica

Un problema che possiamo riscontrare nell’istallazione di nuovi impianti è la mortalità aviaria, in quanto le strutture artificiali possono uccidere gli uccelli, ma un’attenta scelta sul posizionamento delle turbine eoliche può mitigare il rischio di decesso dei volatili, evitando di concentrarle tutte in un unico luogo. Un altro problema è la bassa densità energetica dell’eolico, dunque utilizzare solo l’energia eolica su vasta scala significherebbe occupare enormi superfici, reperire quantità rilevanti di materie prime minerali e lavorare in fase di fabbricazione alcune sostanze inquinanti. Infine, il vento è una risorsa incostante. Certo, le istallazioni degli impianti avvengono in zone con maggiore ventosità, ma è una risorsa difficile da prevedere nel corso del tempo. Nonostante ciò, attraverso gli studi preliminari è possibile ridurre questo svantaggio. Le pale eoliche producono anche un rumore costante, per questo non vengono posizionate nei centri abitati, è essenziale quindi un’attenta valutazione sul posizionamento degli impianti.

Dai mulini ai combustibili fossili

I primi mulini risalgono al IX secolo, si diffusero molto velocemente soprattutto in Medio Oriente e nell’Asia centrale. Dalla Cina arrivarono in Sicilia, dove venivano utilizzati per estrarre il sale dall’acqua di mare e dal 1180 ne costruirono altri per macinare la farina, favorire l’agricoltura e l’allevamento, trasportare l’acqua, triturare i cereali. Dalla fine del XIX secolo iniziarono a compartire le turbine eoliche per produrre energia elettrica, poi utilizzate per la produzione di idrogeno e ossigeno. Nel 1975 il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America finanziò un progetto che si concluse con la realizzazione di tredici turbine sperimentali da parte della NASA: da quel momento le turbine iniziarono ad aumentare e crebbero le loro dimensioni. Perché l’energia eolica è stata sostituita dai combustibili fossili? Petrolio, carbon fossile e gas naturali (che si sono formati con i resti animali e vegetali) sono facilmente utilizzabili e trasformabili in fonti secondarie, sono immagazzinabili e forniscono energia a basso costo. La rivoluzione industriale, a causa dell’incremento della richiesta energetica da parte delle industrie, favorì lo sfruttamento dei giacimenti carboniferi. Nel XX secolo l’utilizzo dei combustibili fossili è aumentato ed è diventata la principale risorsa di energia, in particolare il petrolio: oggi i combustibili fossili provvedono all’85% del fabbisogno energetico mondiale, percentuale che si spera andrà sempre più a calare per i loro numerosi svantaggi e notevoli danni all’ambiente.

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