Violenza sulle donne, migliaia in corteo a Roma: iniziative in 600 Comuni

Alla manifestazione organizzata da 'Non una di meno' partecipano a migliaia per dire no a ogni forma di abuso e sopraffazione sotto lo slogan 'stato di agitazione permanente'

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

ROMA (LaPresse) – E’ un fiume colorato di persone, quello che attraversa in corteo Roma alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Alla manifestazione organizzata da ‘Non una di meno’ partecipano a migliaia per dire no a ogni forma di abuso e sopraffazione. Sotto lo slogan ‘stato di agitazione permanente’.

600 comuni italiani aderiscono all’iniziativa

Domani bandiere a mezz’asta e iniziative in 600 Comuni italiani, “con la consapevolezza – dice il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaroche si tratta di un fenomeno tanto grave quando complicato da contrastare. Non basta reprimere gli atti violenti. E’ necessario adoperarsi per sconfiggere una mentalità, quella che confonde l’amore con il possesso. E di cui la violenza è la manifestazione più estrema”.

Sul tema interviene anche il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti che sottolinea: “Chi maltratta una donna rinnega e sconfessa le proprie radici. Perché la donna è fonte e sorgente della maternità. È una specie di sacrilegio massacrare una donna. La violenza contro le donne sta diventando sempre più un’emergenza anche a livello nazionale che va combattuta a vari livelli”.

I tragici numeri del femminicidio

In Italia, tra il 2000 e il 2018 le vittime di femminicidio sono state 3.100, 107 solo nei primi dieci mesi di quest’anno. Nel 72 per cento dei casi (2.156 in termini assoluti) l’assassino era un parente, nel 47,6 (1.426) il partner o l’ex partner.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunità Vincenzo Spadafora annuncia che “il governo ha istituito una cabina di regia che lo scorso 21 novembre ha preso atto della prima bozza di interventi, che avranno una natura flessibile e dinamica”.

Legge, cosa si può fare di più

“Chiariamo che nella legge di bilancio non sono stati apportati tagli ai fondi per la lotta alla violenza di genere, se non una quota minima del 2,7% operata dal Mef su tutte le amministrazioni, come ogni anno – aggiunge -. Presto, dunque, alle Regioni saranno erogati i 20 milioni di euro stanziati nel 2018 per i centri antiviolenza, mentre nelle previsioni di bilancio del 2019 il Dipartimento per le pari opportunità può contare su oltre 33 milioni di euro, di cui una parte andrà per legge alle Regioni e che mi auguro successivamente di incrementare ulteriormente”.

I centri antiviolenza e l’importanza della denuncia

Secondo l’Istat, nel 2017 49.152 donne si sono rivolte a un centro antiviolenza, ma le strutture a disposizione non bastano e contro femminicidi e abusi c’è ancora troppo da fare.
EstremeConseguenze.it Grevio (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence), organismo del Consiglio d’Europa che monitora in ogni paese l’applicazione della Convenzione di Istanbul e sta preparando un rapporto sul nostro paese, evidenzia che mancano più di 5mila posti letto per chi fugge dalle mura domestiche, teatro dell’80% dei maltrattamenti; i fondi pubblici sono scarsi e utilizzati male, e di quelli disponibili ne sono stati spesi solo lo 0.02%.

Solo il 7% degli stupri viene denunciato

A ciò si aggiungono la scarsa preparazione e formazione sul fenomeno della violenza di forze dell’ordine e personale socio-sanitario, e gli interventi di prevenzione e protezione sui territori a macchia di leopardo, tanto che secondo le stime, solo il 7% degli stupri viene denunciato.

di Alessandra Lemme

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