Guerra, Zelensky vuole parlare con Xi Jinping

In foto Volodymyr Zelenskyy AP Photo/Andrew Kravchenko

KIEV – Cerco colloqui diretti con Xi Jinping”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’obiettivo è quello di avere un valido aiuto affinchè termini l’invasione russa in nel suo Paese. “Mi piacerebbe parlargli direttamente – ha spiegato in una intervista – ho avuto solo una conversazione con Xi un anno fa. Dall’inizio dell’invasione lo scorso 24 febbraio – ha aggiunto – abbiamo fatto richiesta ufficiale di un colloquio, ma non abbiamo avuto nessun contatto con la Cina anche se riteniamo che possa essere utile” in quanto “stato molto potente con un’economia forte e sue eventuali misure economiche contro Mosca avrebbero un grande impatto. Sono sicuro che senza il mercato cinese a disposizione, la Russia sentirebbe completamente l’isolamento economico; questo è qualcosa che la Cina può fare, limitare il commercio con la Russia fino a quando sarà finita la guerra”. 

Navi pronte

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba ha spiegato che “le prossime navi con grano ucraino sono cariche e pronte a partire. Se la Russia manterrà gli impegni assunti nell’ambito dell’iniziativa sui cereali mediata dalle Nazioni Unite, il grano raggiungerà i clienti stranieri e contribuirà a contenere i prezzi dei prodotti alimentari e a scongiurare la fame”

Erdogan-Putin: domani l’incontro

E il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che domani incontrerà  Sochha il presidente Vladimir Putin, ha detto che “dopo l’accordo sul grano i nostri sforzi potranno essere diretti ad altri ambiti, a partire da quello energetico”.

Pericolo nucleare

Il direttore generale dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi ha lanciato l’Sos: “La centrale nucleare ucraina di Zaporozhzhia – ha detto – è completamente fuori controllo. C’è un catalogo di cose che non dovrebbero mai accadere in nessun impianto nucleare. La situazione è molto fragile. Ogni principio di sicurezza nucleare è stato violato in un modo o nell’altro e non possiamo permettere che questo continui”. 

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