I soldi pubblici agli editori ricchi e il bavaglio alle cooperative

Hanno yacht e case sparse per tutto il mondo ma i loro giornali, stranamente, proclamano stati di crisi in continuazione e mandano a casa i giornalisti

264
Pubblicato il

L’informazione ai tempi dei 5 Stelle: fiumi di denaro ai giornali dei grandi gruppi imprenditoriali e condanna a morte senza appello per le testate libere. Per capire come vanno oggi le cose basta guardare la faraonica campagna pubblicitaria lanciata negli ultimi giorni su alcuni quotidiani per i 170 anni della Cassa Depositi e Prestiti.

Non gliene frega niente a nessuno, eppure il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che detiene l’82,77% delle azioni di Cdp, ha pensato bene di spendere una vagonata di soldi per informarci di questa cosa qui. Quattrini che, attraverso le inserzioni pubblicitarie, vanno a chi di soldi ne ha fin troppi. Miliardari come De Benedetti e Caltagirone, per intenderci.

Editori con yacht e case sparse per tutto il mondo ma i cui giornali, stranamente, proclamano stati di crisi in continuazione e mandano a casa i giornalisti con i prepensionamenti finanziati attraverso il fondo per il pluralismo. E’ il solito vecchio adagio: i soldi vanno dove ci sono altri soldi.

Lo abbiamo visto con De Benedetti, che ottenne prestiti milionari dal Monte dei Paschi di Siena. Poi l’amico premier Matteo Renzi, con cui l’ingegnere faceva colazione a palazzo Chigi, pensò bene di coprire il buco coi soldi delle nostre tasse.

Naturalmente sono stati tagliati fuori dalla campagna pubblicitaria della Cassa Depositi e Prestiti i piccoli quotidiani editi da cooperative di giornalisti. Quelli che fanno perdere copie alle testate dei miliardari di cui sopra. Quelli che raccontano l’Italia vera, l’Italia che politici incompetenti e voltagabbana vorrebbero zittire.

Giornali che, è il caso di Cronache, proprio per queste ragioni stanno così antipatici ai vari De Benedetti, Saviano (quello che ha copiato i nostri articoli, editorialista di punta del gruppo Gedi/Repubblica/l’Espresso, alla guida del quale De Benedetti ha piazzato i suoi figli) e Berlusconi (anche la Mondadori, al vertice della quale il Cav ha sistemato la figlia Marina, è stata condannata per il plagio in Gomorra).
Non è la prima volta che il governo a trazione grillina premia i soliti paperoni. Lo scorso marzo fu l’allora ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio a elargire soldi pubblici ai soliti noti. Una imponente campagna pubblicitaria per annunciare agli italiani Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Come se i soldi per Reddito, pensioni e pubblicità ce li mettessero Di Maio, Beppe Grillo e Casaleggio e non gli sventurati cittadini italiani. ‘Stranamente’ non spendono altri soldi (nostri) per farci sapere che quel denaro destinato ai poveri e ai disoccupati finisce molto spesso nelle tasche di finti poveri che guadagnano in nero (parcheggiatori abusivi e spacciatori, tra gli altri), mentre i poveri veri, quelli che hanno un lavoro precario e uno stipendio da fame, si attaccano al tram. A raccontare questo ci pensiamo noi, fino a quando potremo farlo.

E sì, perché come se non bastasse, tanto per essere sicuri di portare a termine la missione, i grillini hanno pianificato l’assassinio dei piccoli giornali liberi in tre anni, con la cancellazione del fondo per il pluralismo dell’informazione. Neanche il tempo di pianificare una strategia d’emergenza. Subito licenziamenti e liquidazione delle aziende. Un altro favore agli editori impuri. La politica cambia pelle ma la storia è sempre la stessa: tolgono ai poveri per dare ai ricchi.

Articolo precedentePatuanelli: “Ilva e Alitalia le situazioni più compicate”. La procura di Milano verifica le comunicazioni di Morselli
Articolo successivoManovra, Coldiretti: “Svolta del bonus verde per la festa degli alberi”
Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome