Il supermarket della cocaina in cucina: nel contenitore per bambini il kit dello spacciatore, arrestato 47enne

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

TORRE DEL GRECO – Un via vai sospetto, un flusso quasi ininterrotto di persone che entrano ed escono da un portone con fare furtivo. Bastano pochi minuti di osservazione ai Carabinieri per capire che in quel palazzo di via Gradoni e Canali, nel cuore di Torre del Greco, qualcosa non va. È così che, nella serata di ieri, è scattato il blitz che ha smantellato un vero e proprio supermarket della droga allestito in un’abitazione privata, portando all’arresto di Patrizio Loffredo, 47enne del posto già noto alle forze dell’ordine.

Tutto ha inizio quando una pattuglia della locale Compagnia, impegnata in un servizio di controllo del territorio, nota l’anomalo movimento. Scooter che si fermano per pochi istanti, il tempo di far scendere una persona che si infila nel palazzo per poi riuscire dopo una manciata di minuti e ripartire a tutta velocità. Altri arrivano a piedi, guardandosi intorno con circospezione, quasi sperando di diventare invisibili. I militari, con l’esperienza di chi conosce bene le dinamiche dello spaccio, si appostano e attendono il momento giusto per intervenire.

La conferma ai loro sospetti non tarda ad arrivare. Un uomo esce dal portone, visibilmente agitato. Si guarda intorno, la mano stretta a pugno a celare qualcosa. I Carabinieri lo bloccano immediatamente. Nelle sue mani, una dose di sostanza stupefacente appena acquistata. Per lui, cliente occasionale di quel bazar illegale, scatterà la segnalazione alla Prefettura come assuntore. Ma per i militari è il segnale definitivo: è il momento di entrare.

Salite le scale, i Carabinieri bussano alla porta dell’appartamento segnalato. Ad aprire è Patrizio Loffredo. Il suo volto tradisce sorpresa e preoccupazione. Non ha il tempo di reagire che scatta la perquisizione. Messo alle strette, il 47enne tenta forse di limitare i danni, consegnando spontaneamente due involucri trasparenti. All’interno, 27,80 grammi di cocaina purissima, pronta per essere tagliata e suddivisa in dosi.

Ma è in cucina che gli investigatori trovano la centrale operativa dello spaccio, nascosta tra gli oggetti di uso quotidiano. L’attenzione viene catturata da un contenitore di plastica, di quelli che si usano per conservare alimenti, decorato con l’immagine di una simpatica maialina rosa dai grandi occhi curiosi, un personaggio molto amato dai bambini. Un’icona di innocenza che, una volta aperta, rivela il suo macabro contenuto: cinque buste trasparenti per il confezionamento, due schede plastificate usate verosimilmente per sminuzzare e porzionare la polvere bianca, un bilancino di precisione e quattro accendini. Il perfetto “kit dello spacciatore”.

La perquisizione prosegue. All’interno dei pensili della cucina, ben occultata, viene rinvenuta una cassetta di sicurezza. Dentro, i Carabinieri trovano 3.735 euro in contanti, ritenuti il guadagno della giornata, e due schede SIM, probabilmente utilizzate per i contatti con la fitta rete di clienti. Altri 4.070 euro in contanti vengono trovati nel portafoglio del 47enne, portando il totale del denaro sequestrato a 7.805 euro, una somma considerata interamente provento dell’attività illecita.

Per Patrizio Loffredo si sono così aperte le porte del carcere. Arrestato con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio, è stato trasferito presso la casa circondariale in attesa di giudizio. L’operazione ha permesso di porre fine a una fiorente piazza di spaccio che operava nel silenzio di un normale condominio, restituendo un pezzo di legalità al quartiere.

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