Il Vomero nella morsa delle baby gang. Escalation di violenza nel salotto buono della città

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Vomero
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NAPOLI – E’ alta la tensione al Vomero dopo il ferimento a colpi di coltello di un ragazzo di 16 anni, avvenuto una settimana fa in piazza Vanvitelli. L’episodio ha riacceso l’allarme sulla sicurezza nel quartiere collinare di Napoli, alimentando le preoccupazioni di residenti e associazioni e rilanciando il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli nelle zone maggiormente frequentate dai giovani. Dopo l’aggressione, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e, al termine della riunione, ha annunciato l’intenzione di aumentare i controlli sul territorio, valutando anche la possibilità di istituire la zona rossa in aree specifiche del Vomero. Una richiesta che arriva con forza anche da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, che chiede un intervento deciso delle istituzioni. “Il Vomero è abbandonato a se stesso, il prefetto istituisca la zona rossa per piazza Vanvitelli e piazza Medaglie d’Oro, luoghi di incontro di bande rivali”, afferma Capodanno.

Per il presidente del Comitato Valori Collinari, la presenza delle forze dell’ordine dovrebbe essere costante, soprattutto nei luoghi considerati più a rischio. “Per evitare la presenza di giovani armati, c’è bisogno di favorire il divieto di assembramento e la presenza costante delle forze dell’ordine”, sostiene. L’attenzione, però, secondo Capodanno, non dovrebbe limitarsi alle due principali piazze del quartiere. “Nelle altre zone del Vomero, come la zona del Parco Mascagna, sarebbe opportuno ripristinare la presenza del poliziotto di quartiere e del carabiniere di prossimità, per aumentare i controlli effettuati da tutori della legge che conoscono il territorio a menadito”, sottolinea.

Tra le criticità evidenziate c’è anche quella legata alla presenza di spaccio nelle aree esterne agli istituti scolastici. Un fenomeno che, secondo il presidente del Comitato Valori Collinari, richiede un’azione di prevenzione e controllo ancora più capillare. “Non va sottovalutato lo spaccio all’esterno delle scuole, una delle soluzioni potrebbe essere il ritorno dei nonni civici”, afferma Capodanno, indicando così una possibile forma di presidio e sorveglianza nelle aree frequentate dagli studenti. La richiesta alle istituzioni è dunque quella di passare dalle riunioni agli interventi concreti. “L’azione del prefetto sia più incisiva, Di Bari non si limiti soltanto a convocare riunioni dopo i fatti di cronaca”, è l’appello di Capodanno, che sul tema della sicurezza ha anche indirizzato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Una posizione che si inserisce in un dibattito più ampio sulle modalità con cui affrontare l’emergenza sicurezza al Vomero. Davide Estate, presidente dell’associazione Vomero Arenella, pur condividendo la necessità di rafforzare i controlli, invita a evitare una risposta basata esclusivamente sulla presenza massiccia delle forze dell’ordine. “No alla militarizzazione del Vomero, servono controlli mirati e capillari delle zone a rischio e soprattutto l’aumento delle denunce”, afferma Estate. Il presidente dell’associazione richiama inoltre l’attenzione sui dati relativi alla criminalità: “Addirittura rispetto all’anno scorso, i reati risultano diminuiti, ma la percezione è in controtendenza”.

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