Dramma infinito in Indonesia, nuova scossa di magnitudo 6.3 sull’isola di Sumba. Trovati i corpi di 34 studenti di teologia sotto le macerie di una chiesa

Fortunatamente si sono registrati solo danni materiali. Ma la gente è scesa per strada in preda al panico.

Indonesia all'inferno
Officials carry body bags into a mass grave ahead of a mass funeral for quake victims in Palu, in Central Sulawesi, on October 1, 2018, after an earthquake and tsunami hit the area on September 28. - Mass graves were being readied on October 1 for hundreds of victims of the Indonesian quake and tsunami as authorities battled to stave off disease and reach desperate people still trapped under shattered buildings. (Photo by BAY ISMOYO / AFP)

PALU – Trema ancora la terra in Indonesia. Nella notte, una scossa di terremoto di magnitudo 6.3 ha colpito l’isola di Sumba. Fortunatamente si sono registrati solo danni materiali. Ma la gente è scesa per strada in preda al panico. Da venerdì scorso è scesa direttamente all’inferno. Il terremoto e lo tsunami che ha generato hanno devastato il Paese. E il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi.

Incertezza sul numero delle vittime in Indonesia, 34 cadaveri trovati sotto le macerie di una chiesa: erano studenti di teologia

I dati sul numero preciso delle vittime sono confusionari. Alcuni parlano di 844, altri di oltre 1200. La certezza è che nella notte i soccorritori hanno trovato altri 34 cadaveri sepolti sotto le macerie di una chiesa crollata venerdì scorsa. Erano studenti di teologia che si trovavano in un ritiro nella parrocchia di Jonooge, nel distretto di Sigi. Per ora non si hanno notizie degli altri 52 colleghi. Ma il timore è che continuando a scavare riaffiorino i loro cadaveri. Era accanto a quello della madre, invece, la 15enne che dopo tre giorni è stata trovata viva sotto le mura della sua casa venuta giù dopo essere stata travolta dallo tsunami. Un raggio di sole e di speranza in giornate terribili per migliaia di persone.

Fossa comune per oltre mille morti, fuggiti 1200 detenuti. La Farnesina: non ci sono notizie di italiani deceduti

Intanto, i volontari del soccorso indonesiano hanno scavato a Poyoba, sulle colline di Palu, una fossa comune di 100 metri per seppellire più di mille morti. Anche perché a 5 giorni dal disastro ci sono ancora molte zone non raggiungibili. E il bilancio dei morti potrebbe aumentare sensibilmente nel momento in cui si arriverà da quelle parti. L’aeroporto è stato riaperto, ma i voli in partenza si possono contare sulle dita di una mano. Le autorità devono anche fare i conti con la sicurezza. Oltre 1200 detenuti sarebbero riusciti a scappare approfittando della confusione. E non mancano i casi di sciacallaggio. Infine, secondo fonti della Farnesina, al momento non ci sarebbero italiani tra le vittime accertate.

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