Terminata l’influenza 2017/2018: si contano i danni

Sono stati oltre 8,7 milioni gli italiani colpiti dal virus influenzale, con 160 i morti a causa di problematiche sopraggiunte, tra cui due donne incinte. Il ceppo A/H1N1pdm09 il più dannoso

Salute, si contano i danni per l'influenza
Foto LaPresse/Giordan Ambrico

ROMA – Siamo quasi a metà del mese di maggioe la stagione influenzale 2017/2018 può ritenersi superata grazie ad un’attività rientrata ai livelli di base nella maggior parte delle regioni d’Italia. Ma ha lasciato strascichi. Sono quasi 8,7 milioni gli italiani messi a letto, mentre 160 i morti a causa di problematiche sopraggiunte che hanno colpito maggiormente gli anziani cardiopatici, nefropatici o affetti da altre patologie invalidanti e donne in gravidanza.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità

Nell’ultima settimana 23-9 aprile l’attività dei virus influenzali è arrivata ai livelli di base e sono stati circa 39mila i casi segnalati di influenza, con un’incidenza di 0,64 casi per mille assistiti. L’Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che raccoglie i dati inviati dai medici sentinella, ha sottolineato come quella di quest’anno sia stata “l’epidemia più importante degli ultimi 15 anni – sottolinea l’epidemiologo dell’Iss, Gianni Rezza – con un picco molto intenso e moltissimi casi, ma pochi casi gravi rispetto al totale complessivo. Nel 2016/2017 i casi totali furono 5,4 mln con 53 morti, ed i casi gravi furono 219. “In base agli ultimi dati disponibili – aggiunge Rezza – i casi gravi sono stati 744, di cui 15 donne incinte, e 160 le persone morte, tra cui 2 donne incinte in gravidanza.

Il ceppo più dannoso: l’A/H1N1pdm09

Nel complesso, nella popolazione generale, sono stati dominanti i ceppi di tipo B, mentre nell’ambito dei virus A hanno prevalso quelli di tipo A/H1N1pdm09. Tra i casi gravi e severi invece, soprattutto fra i decessi, più della metà dei casi sono stati causati dal virus A/H1N1pdm09.

La sindrome simil-influenzale

Durante la tredicesima settimana del 2018, circa il 82% dei casi di sindrome simil-influenzale ha riferito di non essere stato visitato da un medico del Servizio sanitario nazionale. Nelle stessa settimana 105 mila sono stati i casi di sindrome simil-influenzale che si sono rivolti al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, per un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 8,4 milioni. Nello stesso periodo si osserva un’ulteriore riduzione dei campioni positivi all’influenza, con uguali proporzioni tra ceppi di tipo A, in particolare H1N1pdm09, e B.

Dall’inizio della stagione di sorveglianza virologica i virus di tipo B, per lo più appartenenti al lineaggio B/Yamagata, contenuto solo nel vaccino quadrivalente, rappresentano nel complesso il 61%, mentre nell’ambito dei virus A (39%) prevalgono i ceppi A/H1N1pdm09 (90%).

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