In occasione della partita tra Juventus e Atalanta, disputata all’Allianz Stadium, si è tenuto un minuto di raccoglimento per onorare la memoria del campione Gigi Riva, recentemente scomparso. Durante il tributo, una parte della curva bianconera ha inscenato una protesta, intonando cori dedicati a leggende del proprio club come Scirea e Agnelli e voltando le spalle al terreno di gioco.
L’episodio ha suscitato un acceso dibattito e ha trovato eco negli studi televisivi di Sky Sport. Qui, l’ex difensore e storico capitano dell’Inter, Giuseppe Bergomi, ha commentato l’accaduto con parole visibilmente emozionate. Rivolgendosi idealmente al grande campione scomparso, ha affermato: “Volevo salutare Gigi e dirgli che noi non gli gireremo mai le spalle e che gli vorremo sempre bene”.
Questa dichiarazione ha assunto un significato particolare, configurandosi come una risposta diretta e sentita al gesto di una parte della tifoseria avversaria. Le parole di Bergomi hanno voluto riaffermare un principio di rispetto e ammirazione che travalica le rivalità calcistiche, specialmente di fronte a una figura che ha rappresentato un patrimonio per tutto il calcio italiano.
L’ex difensore è cresciuto calcisticamente in un’epoca in cui campioni come Riva erano considerati modelli di riferimento per intere generazioni di atleti. Il suo intervento ha sottolineato l’importanza di onorare la memoria dei grandi sportivi con un sentimento di unità nazionale, mettendo da parte le divisioni tra club.
Il messaggio ha avuto ampia risonanza, interpretato da molti come una lezione di stile e sportività. Ha evidenziato un profondo scollamento tra il comportamento di una frangia di tifosi e il sentire comune del mondo del calcio, che ha invece voluto ricordare Riva come un’icona trasversale e un simbolo indiscusso dello sport italiano.


