Il piano del Milan per Zachary Athekame è sempre stato chiaro: non si è trattato di una bocciatura, ma di un percorso di crescita studiato nei minimi dettagli. La dirigenza, in pieno accordo con la guida tecnica, ha identificato nel prestito la soluzione ideale per consentire al giovane talento di accumulare minuti preziosi e continuità di rendimento, elementi mancati nella sua prima stagione in rossonero. La scelta di escludere qualsiasi opzione di acquisto a favore di terzi, come un diritto o un obbligo di riscatto, ha fin da subito confermato la volontà del club di mantenere il pieno controllo sul suo futuro.
Tra le numerose proposte pervenute, il progetto del Lione ha saputo convincere tutte le parti coinvolte. La prospettiva di giocare in un campionato competitivo come la Ligue 1 e di essere allenato da un tecnico come Paulo Fonseca, noto per la sua abilità nel valorizzare i giovani esterni offensivi, ha rappresentato un’opportunità irrinunciabile sia per il club che per il calciatore. Il Lione ha offerto garanzie tecniche e un ruolo centrale nel suo progetto, promettendo al ragazzo lo spazio necessario per esprimere tutto il suo potenziale.
L’impatto di Athekame con il calcio francese è stato straordinario e ha superato le più rosee aspettative. In poche settimane, si è imposto come titolare inamovibile sulla fascia destra, collezionando cinque presenze dal primo minuto in altrettante partite di campionato. Le sue prestazioni hanno immediatamente lasciato il segno: con due gol e due assist già a referto, ha dimostrato di possedere non solo qualità tecniche come velocità e dribbling, ma anche una notevole personalità e la capacità di essere decisivo. Anche nelle delicate sfide dei playoff di Champions League contro il Fenerbahce, pur partendo dalla panchina, ha avuto modo di subentrare nella gara di ritorno, un segnale di grande fiducia da parte del suo allenatore.
Riavvolgendo il nastro, Athekame è approdato al Milan nel giugno del 2025 a seguito di un investimento di circa 10 milioni di euro. La sua prima stagione a Milano è stata però complessa, condizionata da un’annata difficile per l’intera squadra. Ha terminato la stagione con 29 presenze totali, ma la maggior parte di queste sono state brevi spezzoni di gara, insufficienti per consentirgli di mostrare il suo valore con continuità. Questo scenario ha convinto la società che un’esperienza formativa altrove fosse la mossa più strategica.
Ora, l’obiettivo è chiaro: il prestito secco al Lione servirà a trasformare il potenziale inespresso in una certezza consolidata. Il club rossonero monitorerà attentamente i suoi progressi nel corso della stagione. A fine anno, la dirigenza valuterà il suo rendimento per decidere il passo successivo: un suo rientro alla base per integrarlo stabilmente nella rosa della prima squadra o, in alternativa, altre strategie mirate a massimizzare il valore del suo cartellino.



