Jannik Sinner ha scritto una nuova pagina del tennis italiano, trionfando nella finale degli Internazionali d’Italia. Sul campo centrale del Foro Italico, l’altoatesino ha sconfitto in due set il norvegese Casper Ruud, conquistando un titolo che mancava all’Italia da cinquant’anni. La vittoria è arrivata al termine di un torneo giocato ad altissimi livelli, nonostante un arrivo a Roma con pochi giorni di preparazione.
Il momento più intenso si è vissuto durante la cerimonia di premiazione, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Visibilmente emozionato, Sinner ha ricevuto il trofeo dalle mani del Capo dello Stato, commentando con umiltà la solennità dell’occasione. “Sono sempre molto emozionato quando c’è il signor Mattarella”, ha confessato l’atleta.
Con un sorriso, ha poi aggiunto: “In qualche modo riesco sempre a mettermi in posizioni non piacevoli”. Una frase che ha rivelato tutta la soggezione e il rispetto provati in un momento di grande significato istituzionale e personale. La vicinanza con la più alta carica dello Stato ha rappresentato per lui un’esperienza carica di valore, quasi più della tensione della finale stessa.
Subito dopo, Sinner si è rivolto a un’altra leggenda presente a bordo campo: Adriano Panatta, l’ultimo italiano a vincere a Roma nel 1976. Il passaggio di consegne generazionale è stato suggellato da una frase destinata a rimanere nella storia. “Adriano, abbiamo riportato questo trofeo importante a casa”, ha dichiarato Sinner, creando un ponte ideale tra passato e presente.
Con un tocco di ironia, ha poi scherzato sulla distanza temporale tra le due vittorie. “Non posso dire di ricordarmi quando hai vinto, forse neanche i miei genitori si erano incontrati!”. Queste parole hanno sottolineato l’eccezionalità dell’impresa, attesa da intere generazioni di appassionati.
Nel suo discorso, Sinner ha anche voluto celebrare il momento d’oro del tennis italiano nel suo complesso. Ha ricordato i recenti successi di Jasmine Paolini, che l’anno precedente ha conquistato sia il singolare che il doppio in coppia con Sara Errani. Un riconoscimento che evidenzia la forza di un intero movimento sportivo.
Riguardo all’analisi tecnica della finale, Sinner ha offerto una lettura lucida e onesta della sua prestazione. “È stato un torneo fenomenale, con tante cose positive, anche se sono arrivato qui solo con due giorni di allenamento”, ha spiegato ai microfoni. La partita decisiva è stata caratterizzata da una forte pressione psicologica per entrambi i giocatori.
“Oggi c’era tanta tensione e il tennis di entrambi non è stato il massimo”, ha ammesso Sinner. La chiave del successo, secondo la sua stessa analisi, è stata la capacità di gestire i momenti cruciali del match con lucidità e coraggio. “Nei punti importanti ho cercato di giocare in maniera aggressiva”, ha concluso, confermando la mentalità che lo ha portato ai vertici del tennis mondiale.





