La Juventus ha sottoscritto con la Uefa un “settlement agreement”, un accordo transattivo triennale per regolarizzare la propria posizione finanziaria. La decisione è arrivata dopo che il club ha superato il limite di 60 milioni di euro di perdite consentite nel triennio, come previsto dalla “football earnings rule”. Tra il 2022-23 e il 2024-25, il club bianconero ha infatti registrato un rosso aggregato di 381 milioni, una cifra ritenuta eccessiva da Nyon, anche al netto delle spese considerate virtuose. Su questo periodo ha pesato in particolare la stagione 2023-24, segnata dall’esclusione dalle coppe europee e da un deficit di 199 milioni.
L’accordo, valido fino all’esercizio 2027-28, definisce sanzioni precise. La Juventus dovrà pagare una multa incondizionata di 6 milioni di euro, il cui onere sarà registrato nel bilancio 2025-26. A questa si aggiungono limitazioni di natura sportiva: la lista per le competizioni Uefa dovrà avere un costo complessivo, tra stipendi e ammortamenti, inferiore a quello della lista presentata a febbraio scorso.
Il club si è impegnato a rispettare gli obiettivi intermedi fissati e a rientrare nei parametri della “football earnings rule” entro la stagione 2028-29. Qualora questi traguardi non venissero raggiunti, scatterebbero sanzioni finanziarie aggiuntive che potrebbero arrivare fino a 14 milioni di euro, oltre a ulteriori restrizioni sportive.
Tuttavia, la società ha comunicato di stimare di poter rispettare i parametri con un margine adeguato, escludendo così la necessità di sostenere costi futuri. Se i conti lo permetteranno, la Juventus avrà anche la possibilità di uscire anticipatamente dal regime previsto dall’accordo. Il club ha inoltre fatto sapere di aver già rispettato il parametro dello “squad cost ratio”, relativo al rapporto tra costo della rosa e fatturato, grazie ai tagli ai costi effettuati negli ultimi anni.
Le conseguenze sulle strategie di mercato non sono considerate un ostacolo insormontabile. La limitazione al costo della rosa è gestibile, anche grazie a operazioni che alleggeriranno il monte ingaggi. La società prevede di abbassare ulteriormente i costi tra il 5% e il 10% rispetto ai livelli attuali.
Il piano per la stagione 2026-27 prevede di ottenere circa 100 milioni di euro di proventi dal “player trading”, ovvero dalla compravendita di giocatori. Questa cifra servirà a compensare i mancati introiti dalla Champions League e a sostenere la campagna acquisti. La dirigenza punta a valorizzare giocatori con un basso valore di carico a bilancio ma un alto potenziale di mercato per finanziare investimenti mirati.













