Nei minuti precedenti il fischio d’inizio della sfida tra Juventus e Milan, l’Allianz Stadium ha vissuto un momento di grande sportività e memoria. I maxischermi dell’impianto hanno proiettato un’immagine di Franco Baresi, leggendario capitano rossonero, scatenando un lungo e commosso applauso che ha unito entrambe le tifoserie.
Un tributo che non è arrivato per caso, ma che ha radici profonde in un evento lontano nel tempo, richiamato da uno striscione esposto nel settore dei tifosi bianconeri. La scritta recitava: “7-3-90, grazie Baresi”, un messaggio che collega il presente a un gesto di straordinaria umanità compiuto oltre trent’anni fa.
Per comprendere il significato di quello striscione bisogna tornare al 7 marzo 1990. Quel giorno, il Milan di Arrigo Sacchi affrontava i belgi del Mechelen nel ritorno dei quarti di finale della Coppa dei Campioni. La partita si disputava allo stadio Heysel di Bruxelles, lo stesso impianto che cinque anni prima era stato teatro di una delle più grandi tragedie della storia del calcio.
Il 29 maggio 1985, prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, 39 persone, in gran parte tifosi italiani, persero la vita schiacciate e soffocate a causa del crollo di un muro nel settore Z. Un evento drammatico che ha segnato per sempre la storia del club bianconero e del calcio mondiale.
In quel marzo del 1990, prima che iniziasse la sua partita, Franco Baresi volle onorare quelle vittime. Accompagnato dal dirigente rossonero Paolo Taveggia, si recò sotto la curva dove si era consumata la tragedia e depose 39 rose rosse, una per ciascuna delle persone scomparse. Un’iniziativa personale, non autorizzata né dalla UEFA né dalle autorità belghe, che dimostrò un’incredibile sensibilità.
Quel gesto spontaneo, compiuto dal capitano di una squadra rivale, ha creato un legame indissolubile di rispetto tra Baresi e il popolo juventino. L’omaggio dell’Allianz Stadium ha rappresentato quindi il rinnovo di una gratitudine mai sopita, la celebrazione di un campione che, con un mazzo di fiori, ha saputo dimostrare che i valori di umanità e rispetto superano qualsiasi rivalità sportiva.











