Altobelli bloccato in Kuwait, salta l’addio a Beccalossi

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Cronache sport calcio
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Alessandro “Spillo” Altobelli non ha potuto partecipare all’ultimo saluto per Evaristo Beccalossi. L’ex centravanti, profondamente legato all’amico e compagno di squadra scomparso, è rimasto bloccato in Kuwait, dove si trova per impegni professionali che lo hanno trattenuto in Medio Oriente.

Altobelli da inizio anno collabora come opinionista per una televisione locale che segue il campionato di Serie A. Nonostante i ripetuti tentativi, non ha trovato una combinazione di voli che gli permettesse di raggiungere Brescia in tempo per le esequie, celebrate nella chiesa Conversione di San Paolo. L’unica opzione di viaggio disponibile lo avrebbe fatto atterrare a Milano a cerimonia ormai conclusa, rendendo impossibile la sua presenza.

La frustrazione e il dolore sono emersi dalle sue parole. “Sono stravolto, non ci sono voli”, ha raccontato, descrivendo le difficoltà logistiche che gli hanno impedito di rientrare. “Per arrivare qui ci ho messo due giorni, con uno scalo di otto ore a Istanbul. Sono bloccato, non ci sono soluzioni”. Un’impotenza che ha acuito la sofferenza per la perdita di un amico fraterno.

Il legame tra Altobelli e Beccalossi affonda le radici in un passato lontano. La loro amicizia è nata 52 anni fa, quando entrambi muovevano i primi passi nel mondo del calcio con la maglia del Brescia. Un rapporto solido, nato in gioventù e mai venuto meno nel corso dei decenni.

Le loro carriere si sono poi intrecciate nuovamente all’Inter, dove hanno formato una coppia iconica del calcio italiano. Altobelli era approdato in nerazzurro nel 1977, raggiunto da Beccalossi la stagione successiva. Insieme, sono stati protagonisti assoluti dello Scudetto vinto nella stagione 1979-1980, con Beccalossi fantasista e ispiratore e Altobelli finalizzatore implacabile.

In campo rappresentavano due anime complementari del calcio: il genio e l’estro del “Becca”, capace di illuminare il gioco con le sue invenzioni, e la concretezza di “Spillo”, bomber di razza che trasformava in gol gli assist del compagno. Un’intesa perfetta che ha fatto la storia del club e ha fatto sognare un’intera generazione di tifosi.

Anche quando le loro strade professionali si sono separate, con il passaggio di Beccalossi alla Sampdoria nel 1984 e la permanenza di Altobelli all’Inter fino al 1988, il loro rapporto non si è mai incrinato. Hanno continuato a sentirsi e frequentarsi, mantenendo vivo un legame che andava ben oltre il rettangolo di gioco e le maglie indossate.

La mancata presenza al funerale rappresenta per Altobelli un dolore aggiunto alla perdita di quello che ha sempre considerato un fratello. Un addio a distanza, forzato dalle circostanze, che non scalfisce la memoria di un’amicizia storica del calcio italiano.

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