Latitante da due mesi, fuga finita: catturato il ras Davide Pescatore

ARZANO – Catturato un ras del clan della 167, uno degli uomini di vertice che aveva preso lo scettro dell’organizzazione dopo il maxi blitz dell’aprile 2022. Fuga finita per Davide Pescatore, 43 anni, di Arzano. Il ricercato si nascondeva nel centro storico di Giugliano. Chissà da quanto. E chissà chi lo ha aiutato. I carabinieri hanno atteso un passo falso, sin dall’otto aprile, quando riuscì a sfuggire ad un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Seguendo amici e parenti e monitorando il web, i militari dell’Arma lo hanno trovato in una palazzina nel cuore di Giugliano. Pescatore, alias palo ’e fierro, è ritenuto gravemente indiziato di estorsione aggravata dalle finalità mafiose, commessa insieme ad altri tre sodali lo scorso marzo al bar Bellagio di Arzano.

La ricostruzione

Quando i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno scoperto quale fosse l’abitazione dove si nascondeva hanno interrotto la circolazione e circondato lo stabile. Lo hanno cinturato, blindato, non concedendo alcuna via di fuga a Pescatore.
Paralizzato il centro storico di Giugliano, monitorato anche dall’alto con un drone, hanno bussato alla sua porta. Pescatore dormiva e quando ha aperto gli occhi si è ritrovato braccato. Non ha comunque opposto resistenza, prendendo atto della sconfitta appena subita. Dopo le formalità di rito, Pescatore è stato condotto in carcere.

Colpo alla mala

E’ un colpo importante alla mala di Arzano. Pescatore è accusato di aver chiesto una maxi tangente al proprietario del bar Bellagio. Si erano presentati in quattro. Forti del gruppo che hanno alle spalle, la cosca delle palazzine, la mala che gestisce spaccio e racket smantellata il 25 aprile dell’anno scorso al termine di un maxi blitz. Ma Pasqua era alle porte e il clan, si sa, va a bussare alle porte degli imprenditori locali in cerca di liquidità per “le famiglie dei carcerati”, la solita formula quando si tratta di estorsione. Di contro, però, il coraggio di un imprenditore che, nonostante la paura e il timore di ritorsioni, ha deciso di ribellarsi alle logiche criminali. Poche ore prima di Pasqua, la Dda ha invocato e ottenuto l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro uomini ritenuti affiliati al clan della 167 di Arzano. Nella giornata di Venerdì Santo la svolta, quando la polizia di Stato ha dato esecuzione al provvedimento, arrestando Antonio Alterio, alias ’o sceriffo, 28 anni, Salvatore Lupoli, suo coetaneo, Giuseppe Bussola, di appena 21 anni e fino a quel giorno incensurato. Pescatore era riuscito a evitare le manette. Poi la cattura di ieri mattina. Si indaga sui fiancheggiatori.
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