Lazio, Marietta Tidei lascia il Pd e passa a Italia Viva

La decisione della consigliera regionale

EFE/Ilyas Omarov

ROMA “Ho scelto di aderire a Italia Viva. Lunedì formalizzerò l’uscita dal gruppo consiliare del Pd, assicurando la mia totale lealtà alla maggioranza che oggi governa la Regione Lazio”. Lo dichiara, in una nota, la consigliera regionale del Lazio Marietta Tidei (Pd). “La mia decisione è stata sofferta, ma sono convinta e animata da un entusiasmo che non vivevo da tanto tempo”, spiega. “Abbiamo di fronte a noi sfide imprescindibili: far decollare l’economia, creare lavoro, costruire una nuova casa comune europea che sia più di una semplice banca e di una moneta, dare il la a nuovi diritti, puntare sulla qualità della vita degli italiani e delle italiane, ridare la dignità che il nostro Paese merita rivendicando un ruolo centrale nella politica internazionale”, prosegue.

La scelta della consigliera Tidei

“Purtroppo siamo stati fermi e spesso inefficaci. Governiamo con i 5 stelle e questo governo deve essere messo in condizione di lavorare efficacemente. C’era l’urgenza di togliere a Salvini la possibilità di fare ancora male al Paese, tirare su la legge di bilancio ed evitare l’aumento dell’Iva. Ma se è stato giusto formare un governo per il bene del Paese, anche con un movimento, quello pentastellato, da noi molto distante e che vanta con il centrosinistra rapporti decisamente burrascosi, al limite dell’indecenza, altra cosa è lavorare ad un’alleanza strutturale con chi ha obiettivi, valori, toni e pratiche politiche tanto diverse dalle nostre. Sono convinta che questa impostazione non farà bene al Pd”, aggiunge.

L’obiettivo è costruire un’alternativa

“In politica – prosegue – non si può stare sempre chiusi nella tana. Le sfide vanno lanciate, con coraggio e determinazione. Solo giocando si può vincere. Questa, unita ad una visione politica molto lucida, è la vera forza di Matteo Renzi. Non sarà solo agitando lo spettro delle destre al governo che si otterranno consensi. Bisogna costruire un’alternativa: dalla parità di genere, alla lotta alle diseguaglianze, al lavoro, all’immigrazione, agli investimenti. Sono fermamente convinta che il Paese abbia bisogno di una nuova classe dirigente, capace di rischiare. Per questo, dolorosamente, chiudo una stagione di militanza politica durata trent’anni. Mi sono iscritta alla Fgci nel 1989 e da allora sono stata sempre dalla stessa parte. Ho comunicato a Nicola Zingaretti, prima che ad altri, questa mia decisione. Continuerò a lavorare in maniera propositiva e fattiva insieme agli amici del Pd e degli altri gruppi che sostengono il presidente Zingaretti”, conclude.

(LaPresse)

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