Legge Severino, la Corte europea archivia il ‘caso’ Berlusconi

Accolta la richiesta presentata dagli avvocati dell'ex Cav lo scorso 27 luglio: “La sentenza non produrrebbe alcun effetto positivo”.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

ROMA – Caso archiviato, proprio come aveva chiesto l’ex Cav. Non si saprà mai se facendo decadere Silvio Berlusconi dal suo seggio in Senato, nel 2013, e impedendogli di presentarsi alle elezioni, comprese quelle dello scorso 4 marzo, l’Italia, seguendo la legge Severino, abbia violato o no i suoi diritti. Il leader di Forza Italia l’aveva chiesto e l’ha ottenuto. La Corte europea dei diritti umani ha deciso di chiudere il suo ricorso contro l’applicazione della norma varata dal Governo Monti, senza una sentenza.

“La sentenza non avrebbe prodotto alcun effetto positivo”

Gli avvocati dell’ex presidente del Consiglio avevano presentato la richiesta in una letteralo scorso 27 luglio. Nella missiva si sosteneva che, data la riabilitazione del leader di Forza Italia da parte del tribunale di Milano, Berlusconi non aveva più interesse ad avere un pronunciamento della Corte di Strasburgo perché “non avrebbe prodotto alcun effetto positivo” per lui. Eppure nel ricorso Berlusconi aveva affermato che la norma, che prevede la decadenza per i parlamentari condannati in via definitiva, non avrebbe dovuto essergli applicata nel 2013. Questo perché i reati inerenti alla condanna risalgono a prima dell’entrata in vigore della legge.

Una pena quella della perdita del suo seggio a Palazzo madama che ha implicato anche l’impossibilità di presentarsi come candidato in tutte le elezioni. In virtù della legge Severino Berlusconi non si è potuto presentare alle elezioni del 4 marzo scorso, mentre ormai lo potrà fare a quelle europee.

Resta l’imputazione sul caso Ruby

A tre anni dall’espiazione della pena per frode fiscale, scontata in affidamento ai servizi sociali, il leader di Forza Italia aveva ottenuto la riabilitazione dal tribunale di sorveglianza di Milano. L’ex premier resta imputato nel terzo filone del caso Ruby ed è indagato per le stragi di mafia del 1993.

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