Mafia, confiscati 5 milioni di beni ad un imprenditore di Enna pluripregiudicato

Operazione della Dia

La sede della Dia (Foto LaPresse - Guglielmo Mangiapane)

MILANO – La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione a un decreto di confisca emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Caltanissetta nei confronti di Ettore Forno, 53enne di Enna, imprenditore pluripregiudicato gravato da precedenti penali che nel loro complesso ne caratterizzano l’elevata pericolosità sociale. L’odierna confisca, che fa seguito a un provvedimento di sequestro eseguito nel 2019 su proposta del Direttore della Dia, scaturisce dalle risultanze di un’attività di indagine avviata dalla stessa Dia nel 2010 da cui è emersa la sproporzione tra l’elevato tenore di vita ed il consistente patrimonio immobiliare posseduto dall’imprenditore rispetto agli esigui redditi fiscalmente dichiarati.

Le risultanze probatorie scaturite dalle attività di indagine sono risultate determinanti per accertare le condotte illecite poste in essere dal Forno con riferimento, segnatamente, al reato di usura facendo emergere la fitta rete di complicità di cui godeva nell’ambito della criminalità ennese. Per tali fatti nel 2017 era stati condannato in primo grado alla pena di 3 anni e mesi 4 di reclusione.

Il provvedimento di confisca, il cui valore complessivo è stimato in 5 milioni di euro, ha interessato l’intero capitale sociale e rilevanti quote di partecipazioni societarie di undici società e una ditta individuale, tra cui un rinomato bar-ristorante situato all’interno del centro commerciale ‘outlet’ di Agira, in provincia di Enna, e imprese operanti nei settori dell’estrazione di inerti e della produzione di calcestruzzo, della costruzione di edifici residenziali, del commercio di apparecchiature telefoniche, della gestione di sale giochi e della ristorazione, 17 beni immobili tra i quali spiccano una lussuosa villa con piscina a Nissoria e diversi terreni di rilevante valore economico situati nell’area commerciale di Catania, nonché numerosi rapporti bancari e polizze assicurative.

(LaPresse)

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