Mancini ricorda Vialli: “Per me come perdere un fratello”

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Cronache sport calcio
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Roberto Mancini si è raccontato sul palco del Teatro Regio di Parma, in occasione del Festival della Serie A dove ha ricevuto il premio di “tecnico leggendario”. L’ex commissario tecnico della Nazionale ha ripercorso la sua carriera, con un pensiero costante rivolto all’amico e collega Gianluca Vialli.

Il ricordo di Vialli ha dominato l’intervento, descrivendo un legame profondo e unico. “Ho perso un amico che lo è stato per tutta la vita, abbiamo passato insieme gli anni più belli. Per me è come aver perso un fratello, mi è mancato un punto di riferimento”, ha dichiarato Mancini. Ha poi sottolineato la straordinaria forza dell’amico negli ultimi anni di malattia: “Luca tornava a Londra un giorno e mezzo per fare le cure perché non voleva lasciarci. Ci ha insegnato che nella vita non bisogna sprecare niente”.

L’abbraccio tra i due dopo la vittoria di Euro 2021 a Wembley è stato un momento simbolo. “In quell’abbraccio c’era tutto. Siamo tornati a Wembley trent’anni dopo aver perso la Coppa dei Campioni con la Samp”, ha spiegato il tecnico. Quella vittoria ha avuto un sapore speciale, frutto di un percorso incredibile: “Era una squadra che faceva cose straordinarie, abbiamo raggiunto 37 risultati utili consecutivi. I ragazzi sono stati bravi a crederci dall’inizio e i discorsi di Vialli erano emozionanti, quello prima della finale fu incredibile”.

Il racconto è poi tornato agli anni della Sampdoria, un periodo costruito dal presidente Paolo Mantovani. “Fece un capolavoro prendendo dodici o tredici giocatori italiani”. Ha poi ricordato con affetto l’allenatore Vujadin Boskov: “Essere allenati da lui è stata una meraviglia, ci ha fatto pensare che potevamo essere il Real Madrid”. Esiste anche l’idea di un ritorno alla Samp, “per quello che avrebbe voluto fare Luca”, ma ha precisato: “Non so se sarà un’idea percorribile”.

Durante l’intervista, Mancini ha parlato anche di altri protagonisti della sua carriera. Ha definito Mario Balotelli “un grande calciatore che ha fatto di tutto per autosabotarsi, ma anche un bravo ragazzo”. Ha espresso parole di grande stima per Sven-Göran Eriksson, “una persona incredibile, di una bontà impareggiabile”, e ha menzionato la sua mancata partecipazione a una fase finale di un Mondiale, ammettendo di aver preso “decisioni sbagliate”. Ha infine chiuso con una battuta e una frase sul suo futuro: “Mi manca ancora qualcosa nella carriera di allenatore”.

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