Maxi-blitz a Sant’Antimo, smantellati due gruppi narcos legati ai clan Verde e Ranucci: 26 arresti

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

SANT’ANTIMO – Alle prime luci dell’alba di oggi, 7 maggio 2026, un’imponente operazione dei Carabinieri ha inferto un durissimo colpo al narcotraffico nell’hinterland a nord di Napoli. Un vero e proprio terremoto giudiziario che ha portato all’esecuzione di 26 ordinanze di custodia cautelare, smantellando due potenti sodalizi criminali che, secondo gli inquirenti, gestivano il mercato della droga per conto dei clan camorristici egemoni sul territorio.

L’operazione, condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna per delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, è il culmine di una complessa e articolata attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Napoli, accogliendo la richiesta della DDA, ha emesso il provvedimento restrittivo nei confronti di 26 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di reati pesantissimi: associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché detenzione e cessione di droga, il tutto aggravato dal metodo o dalla finalità mafiosa.

Diciotto degli indagati sono stati tradotti in carcere, mentre per gli altri otto sono stati disposti gli arresti domiciliari, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico per garantirne il costante monitoraggio.

Le indagini hanno fatto luce sull’esistenza e l’operatività di due distinti gruppi criminali che si erano spartiti il controllo del fiorente mercato degli stupefacenti. La loro influenza si estendeva a macchia d’olio sui territori di Sant’Antimo, Sant’Arpino e in diversi comuni limitrofi, dove avevano instaurato un vero e proprio monopolio sulla distribuzione di cocaina, marijuana e hashish. Un sistema capillare che, attraverso una fitta rete di pusher e intermediari, riforniva costantemente numerose “piazze di spaccio”, trasformando le strade in un supermarket della droga a cielo aperto.

L’aspetto più inquietante emerso dall’inchiesta è il legame organico tra questi gruppi di narcotrafficanti e le principali consorterie di stampo mafioso radicate nell’area: il clan Verde e il clan Ranucci. I due sodalizi smantellati oggi non agivano in autonomia, ma avrebbero operato con il preciso scopo di agevolare e finanziare le attività dei clan. Il fiume di denaro contante ricavato dal traffico di droga rappresentava la linfa vitale per le casse delle organizzazioni camorristiche, consentendo loro di sostenere i sodali detenuti, pagare gli “stipendi” agli affiliati e reinvestire in altre attività illecite, consolidando così il proprio potere e controllo sul territorio. L’aggravante mafiosa contestata sottolinea proprio questo ruolo di “braccio finanziario” al servizio della Camorra.

L’operazione odierna, che ha visto l’impiego di decine di uomini e mezzi, rappresenta una significativa vittoria dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata, andando a colpire non solo la manovalanza, ma soprattutto la struttura logistica e finanziaria che alimenta i clan.

È fondamentale sottolineare, come richiesto dalla Procura, che il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare disposta in fase di indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari, persone sottoposte a indagini, sono da considerarsi presunti innocenti fino a una sentenza di condanna definitiva. Le indagini, intanto, proseguono per delineare l’intera rete di complicità e accertare ogni ulteriore responsabilità.

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