Migranti, Ue ‘soccorre’ Conte ma avverte: non c’è competenza su porti

L'Europa, tirata pesantemente in ballo dal governo italiano sulla questione dei migranti, risponde alla richiesta di aiuto inviata sotto forma di lettera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Roma, 20 lug. (LaPresse) – L’Europa, tirata pesantemente in ballo dal governo italiano sulla questione dei migranti, risponde alla richiesta di aiuto inviata sotto forma di lettera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Lo stesso presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, da una parte, accoglie “emergenze” e “preoccupazioni” condividendo “la necessità di migliori meccanismi di coordinamento”. Ma dall’altra precisa, tirando così una profondo linea di demarcazione sull’argomento che “la Ue non ha competenza per determinare il luogo/porto sicuro da usare per gli sbarchi in seguito a un’operazione di ricerca e salvataggio in mare”. La strategia di Conte appare chiara. Non si può più fare da soli, si deve cercare di imporre la strategia italiana. E ancora: non fare minacce planetarie, ma dialogare e spiegare anche ai Paesi di Visegrad (che hanno già fatto della chiusura il loro tratto distintivo) che bisogna affrontare il fenomeno “in una logica strutturale anziché emergenziale”. Più rivolta alla realtà, “alle sue prospettive e alle sfide concrete”.

si legge nella lettera di risposta

Ma i paletti di Juncker sono altrettanto chiari. “Le soluzioni ad hoc non sono più sostenibili”. Come a dire: basta allarmi e minacce (sollecitando la solidarietà dei Paesi volenterosi) ogni volta che una nave, che salva vite nella rotta del Mediterraneo centrale, prende la direzione dell’Italia. Secondo Juncker servono “metodi più prevedibili che si basino sul sostegno europeo. Sia dal punto di vista finanziario, sia in termini di sostegno operativo da parte delle agenzie dell’Ue, evitando contemporaneamente ogni fattore di attrazione”. Che poi è l’obbiettivo che si è posto il premier Conte. Questo con la messa in atto del suo ‘protocollo’ ha ottenuto, per la prima volta, che gli sbarchi in Italia venissero considerati ‘sbarchi in Europa’. Sulla ‘cellula della crisi’ suggerita del presidente del Consiglio italiano, la Commissione si dice “pronta a svolgere pienamente la sua funzione di coordinatrice”. Una risposta che incassa il plauso del premier, il quale parla di un “importante passo avanti” per “realizzare il cambiamento che avevamo promesso”.

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