Milan, è emergenza centrocampo: cercasi il nuovo Abate

Alla vigilia del match contro la Fiorentina, il tecnico rossonero dovrà rinunciare a Kessie e a Bakayoko

MILANORino Gattuso è abituato alle epidemie nello stesso reparto, alle assenze di massa nelle stesse zone del campo. A settembre il Milan era sceso in campo privo di entrambe le sue prime punte, Higuain e Cutrone. Contro l’Empoli ci provò Borini, contro il Sassuolo andò meglio con Castillejo.

Milan alla disperata ricerca di centrocampisti

A novembre, per rispondere agli infortuni assolutamente in contemporanea di Musacchio, Caldara e Romagnoli, ecco la soluzione al primo colpo: Ignazio Abate. Cinque buone partite consecutive per l’esterno rossonero adattato a difensore centrale, prima di riposarsi precauzionalmente nel turno del martedì terminato sullo 0-0 a Bologna.

Out Kessie e Bakayoko contro la Fiorentina

Adesso, alla vigilia di Milan-Fiorentina, Milanello deve fare i conti con una emergenza al quadrato. L’emergenza dell’emergenza. Trovato l’equilibrio a centrocampo con Kessie e Bakayoko per ovviare ai lunghi infortuni di Biglia e Bonaventura, ecco che il severissimo Maresca ha tolto dalla disponibilità di Gattuso anche i due interditori. Ringhio, che vuole sfuggire ai problemi di metà dicembre accusati nella scorsa stagione contro Verona e Atalanta, deve inventarsi qualcosa.

Il modulo del 4-3-3

La riscoperta del 4-3-3 con l’arretramento di Calhanoglu a centrocampo e con il coinvolgimento di due centrocampisti fra i tre rimasti in organico (Josè Mauri, Bertolacci e Montolivo), potrebbe essere la soluzione più probabile. Difficile l’avanzamento di Ricardo Rodriguez a centrocampo o il reintegro di Laxalt dal primo minuto. Le due buone partite del nazionale uruguayano contro Genoa e Sampdoria di fine ottobre appaiono ormai infatti un lontano ricordo.

Rino Gattuso sotto osservazione

Perseguitato dal solito Matteo Salvini che parla di beneficenza rossonera, di scempio e di Fiorentina favorita, Rino Gattuso deve fare il suo, mettere le mani nella pasta del suo organico e trovare un undici da mettere in campo domenica alle 15.00. Anche la difesa a oltranza del Bologna che ha vinto solo su 2 gare su 16 in questo campionato, è stata applaudita.

L’unico che viene sempre sbertucciato e criticato è sempre e solo lui, Rino Gattuso. Ecco perché dai tifosi e dall’opinione pubblica, nasce l’esigenza di una risposta diversa da parte dei propri giocatori, anche e soprattutto rispetto ad un allenatore che mette faccia e petto in fuori in costante e totale difesa dei suoi ragazzi. Suso e Calhanoglu sono in crisi di condizione e brillantezza, a Higuain e Cutrone non arrivano assist degni di nota, a centrocampo chi scenderà in campo contro i viola dovrà fare molto di più di quanto proposto ad esempio nelle due gare europee contro i lussemburghesi del Dudelange.

Gonzalo Higuain, croce e delizia

Un discorso a parte lo merita Gonzalo Higuain. Fino all’11 novembre del crash test contro la Juventus, la sua era stata una buona stagione. Da quel momento, da quello sfogo contro Mazzoleni, il Pipita sembra non essersi più ripreso. Cicatrice alla schiena a parte, il suo apporto nelle ultime quattro gare, quelle giocate una volta scontata la squalifica, è stato tenue. Soprattutto tiri da lontano da parte sua e un colpo di testa tenero nel finale di gara contro il Torino, rinviato nell’area piccola dai difensori granata.

Milan, numeri a confronto

Troppo poco rispetto al plus atteso da Gattuso e da tutti i tifosi del Milan. Un anno fa, a tre giornate dalla fine del girone di andata, il tanto bistrattato Nikola Kalinic aveva segnato in campionato solo un gol in meno del Pipita: quattro, contro i cinque dell’argentino. E proprio contro il numero 9 per eccellenza degli anni d’oro rossoneri, Pippo Inzaghi, quel numero è tornato a pesare sulle spalle del bomber ex Juve e nei giudizi sulle sue prestazioni. Contro i viola, Higuain dovrà tornare senza se e senza ma ad essere fondamentale.

(Lapresse/di Mauro Suma)

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