Milan: i flop sul mercato dopo lo scudetto del 2022

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Cronache sport calcio
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La vittoria dello Scudetto nella stagione 2021-22 ha rappresentato per il Milan un traguardo che sembrava l’inizio di un’era vincente. Tuttavia, le aspettative di aprire un ciclo di successi duraturo sono state disattese, e le ragioni risiedono in gran parte nelle scelte operate sul mercato.

Nonostante gli investimenti promossi dalla nuova proprietà RedBird, molte delle operazioni successive al trionfo in campionato non hanno prodotto i frutti sperati. La società ha faticato a consolidare la rosa, commettendo errori di valutazione che hanno finito per indebolire l’assetto tecnico della squadra anziché rafforzarlo.

Il nodo più critico ha riguardato la ricerca di un centravanti affidabile, capace di raccogliere la pesante eredità di figure come Zlatan Ibrahimović e di affiancare un Olivier Giroud non più giovanissimo. L’arrivo di Divock Origi, ingaggiato a parametro zero con grandi speranze, si è rivelato uno dei flop più evidenti, con il giocatore belga mai realmente integrato nel progetto tecnico. Ma non è stato l’unico caso.

Le difficoltà si sono estese anche ad altri reparti. Sostituire colonne portanti che hanno lasciato il club, come Franck Kessie e più recentemente Sandro Tonali, si è dimostrata un’impresa ardua. Giocatori come Aster Vranckx o l’oneroso acquisto di Charles De Ketelaere non sono riusciti a imporsi e a garantire il salto di qualità necessario per competere ai massimi livelli. Questa tendenza ha costretto l’allenatore a continui adattamenti, senza mai trovare una stabilità definitiva.

L’impatto di queste campagne acquisti poco efficaci si è riflesso direttamente sui risultati sportivi. Il Milan non è più riuscito a lottare con continuità per il titolo e ha mostrato una preoccupante discontinuità di rendimento. La mancata capitalizzazione del successo del 2022 ha generato un senso di occasione mancata tra i tifosi e gli addetti ai lavori.

Attualmente, la squadra naviga in una situazione di incertezza, con l’obiettivo primario di assicurarsi un posto nella prossima Champions League. Le frenate in campionato e i lunghi periodi di siccità offensiva sono la prova tangibile di come le lacune strutturali, originate da un mercato poco lungimirante, continuino a condizionare il presente. La sfida per la dirigenza sarà invertire questa rotta per costruire finalmente una squadra solida e competitiva.

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