Milano, De Corato su caso omicidio stradale: controlli a tappeto su negozi etnici

"Grazie ad un’ampia indagine della Polizia Locale cominciata in seguito all’investimento e all’omicidio di un pedone avvenuta lo scorso 28 aprile in via Cesare da Sesto, per il quale durante i rilievi si era dichiarato responsabile dell’incidente un uomo del Bangladesh "

Foto LaPresse - Mourad Balti Touati
Milano, 26 ago. (LaPresse) – “Grazie ad un’ampia indagine della Polizia Locale cominciata in seguito all’investimento e all’omicidio di un pedone avvenuta lo scorso 28 aprile in via Cesare da Sesto, per il quale durante i rilievi si era dichiarato responsabile dell’incidente un uomo del Bangladesh , proprietario di un ristorante della via, è stato individuato il vero colpevole dell’omicidio , un 40enne dello Sry Lanka. Inoltre, durante le indagini, è emerso che nei due ristoranti del bengalese, il secondo in via Marco D’Oggiono, lavoravano in nero numerosi cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno”. Lo dichiara Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e Assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia.

le accuse

“Innanzitutto è gravissimo che quest’uomo, con ben due attività aperte a Milano, dichiari il falso in un indagine per omicidio stradale. Inoltre, altrettanto grave è che, sempre lui, avesse nei suoi ristoranti persone che lavoravano e risiedevano in Italia illegalmente. Questa volta, grazie all’indagine cominciata da un investimento portata avanti dai vigili, i clandestini che lavoravano in nero sono stati scoperti. Ma quanti altri casi come questo ci saranno a Milano? Perché Polizia Locale e Forze dell’Ordine non fanno un controllo a tappeto, cominciando dagli esercizi commerciali etnici, dai ristoranti ai centri massaggi cinesi, dalle kebabberie alle macellerie islamiche, che, come dimostrato anche da questo episodio, sono quelli più esposti al fenomeno dello sfruttamento della manodopera clandestina? Alla ripresa dei lavori in Regione, proporremo una legge su queste attività”, conclude De Corato.

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