Napoli: screening gratuito per malattie del sangue

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Diagnosi precoce
Diagnosi precoce

Le emoglobinopatie sono malattie genetiche del sangue, causate da un’alterazione della proteina che trasporta l’ossigeno. Molto diffuse nel bacino del Mediterraneo, a causa dei flussi migratori la loro presenza è cresciuta anche in aree dove un tempo erano rare. Tra le forme più note figurano la talassemia e l’anemia falciforme.

Molte persone sono portatrici sane e inconsapevoli, scoprendo la propria condizione solo in età avanzata o alla comparsa di conseguenze gravi. Questo aspetto rende la diagnosi precoce uno strumento cruciale di sanità pubblica, essenziale per attivare percorsi di cura e per compiere scelte familiari consapevoli.

In questo scenario si inserisce il progetto EMOCAMP, un programma di screening regionale promosso dall’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” a Napoli. L’obiettivo è individuare tempestivamente sia le persone malate sia i portatori sani, attraverso un modello che integra ricerca, clinica e sensibilizzazione.

L’esame consiste in un test rapido e indolore, effettuato tramite una tecnica ad alta precisione (HPLC) su una singola goccia di sangue prelevata dal dito. Lo screening è gratuito, aperto ad adulti e bambini, e accessibile senza prenotazione ogni giovedì presso la Clinica Pediatrica dell’AOU Vanvitelli.

Identificare precocemente queste condizioni, come ha spiegato la professoressa Maddalena Casale, coordinatrice scientifica del progetto, permette di avviare programmi di monitoraggio che riducono le complicanze, migliorano la qualità e l’aspettativa di vita. Le manifestazioni della malattia possono includere anemia cronica, crisi dolorose e danni agli organi interni.

Oltre al beneficio clinico, la diagnosi offre un importante valore sociale. Conoscere il proprio stato di portatore sano consente alle coppie di affrontare la pianificazione familiare con maggiore consapevolezza, dato che due portatori hanno la possibilità di trasmettere ai figli forme più severe della patologia.

EMOCAMP è stato concepito come un intervento strutturato di salute pubblica, sostenuto dalla Regione Campania. Non si limita all’attività ospedaliera, ma mira a costruire una rete territoriale che coinvolga famiglie, scuole e servizi sanitari, rendendo la prevenzione accessibile a tutti.

Il professor Silverio Perrotta, direttore del Dipartimento, ha sottolineato come questo progetto rappresenti un esempio della “Terza Missione” dell’università: trasferire le conoscenze scientifiche alla società per un impatto diretto sulla vita delle persone. La ricerca si trasforma così in uno strumento concreto di benessere collettivo.

L’iniziativa si sposa perfettamente con il concetto di One Health, che riconosce il legame indissolubile tra salute umana, animale e ambientale. La qualità della vita di chi è affetto da emoglobinopatie dipende infatti non solo dalle cure, ma anche da fattori socio-economici e territoriali.

Esiste inoltre una profonda connessione storica tra queste patologie e l’ambiente. La loro diffusione nelle aree mediterranee è legata alla malaria: essere portatori sani di alcune varianti genetiche offriva una forma di protezione contro l’infezione. Questo dimostra come evoluzione, salute e ambiente siano da sempre intrecciati.

Progetti come EMOCAMP, che uniscono innovazione, accessibilità e prevenzione, rappresentano un modello di sanità pubblica più inclusivo e sostenibile. Intervenire prima dell’insorgenza della malattia riduce i costi futuri e, soprattutto, migliora la vita di intere comunità.

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