Nations League: l’Italia riparte, Barella-Berardi stendono il Belgio

Molto più di un terzo posto in Nations League. L'Italia rialza subito la testa nella finale di consolazione contro il Belgio dimostrando che la battuta d'arresto con la Spagna è stata un passaggio a vuoto, dettata da episodi.

TORINO – Molto più di un terzo posto in Nations League. L’Italia rialza subito la testa nella finale di consolazione contro il Belgio dimostrando che la battuta d’arresto con la Spagna è stata un passaggio a vuoto, dettata da episodi. Lo spirito e il gioco che hanno caratterizzato i ragazzi di Mancini nella splendida estate azzurra si sono rivisti nel match di Torino, vinto, non senza un piccolo di fortuna (la squadra di Martinez ha colpito tre legni), grazie a una solida prova corale e d’orgoglio. Gli strappi di Chiesa, vero trascinatore, la freschezza del centrocampo (nonostante le assenze dei pilastri Jorginho-Verratti) e le parate di Donnarumma, più volte acclamato dal pubblico dell’Allianz Stadium dopo i fischi di qualche giorno fa a San Siro, regalano al tecnico di Jesi una affermazione di prestigio, che fa morale, contro la squadra numero uno del ranking Fifa nonché una delle ‘grandi’ del calcio europeo. L’Italia riparte subito dopo la frenata con la Spagna raccogliendo punti preziosi in vista del sorteggio al Mondiale in Qatar e portando in via Allegri un assegno da circa 2,5 milioni premio per la nazionale terza a fine torneo. I Red Devils, in debito con la fortuna, hanno pagato le assenze di due giocatori chiave come Lukaku e Hazard, senza dimenticare de Bruyne, partito dalla panchina e capace di cambiare da solo la partita al momento del suo ingresso in campo. Nel 2-1 nel finale di de Ketelaere che ha riacceso il match c’è il suo zampino, anche se gli azzurri erano stati bravi a portarsi avanti in precedenza nella ripresa grazie al jolly da fuori di Barella e al rigore trasformato Berardi per un fallo subito dallo scatenato Chiesa.

La nazionale di Mancini parte subito forte, determinata a vendicare la sconfitta con la Spagna, con Chiesa protagonista di due fiammate delle sue. Il centrocampo Barella-Locatelli-Pellegrini non fa rimpiangere i totem Verratti e Jorginho, tenuti a riposo. L’Italia, che si affida davanti a Raspadori con Berardi a completare il tridente, controlla le folate di un Belgio che si sistema con un 4-2-3-1 con Batshuayi terminale unico con Carrasco, Vanaken e Saelemaekers alle sue spalle. La forza fisica di Lukaku e le magie di Hazard e de Bruyne (in panchina) tolgono imprevedibilità e qualità ai Red Devils, che comunque col passare dei minuti crescono e sorprendono gli azzurri con il tuttofare del Milan che centra di prima la traversa su invito in verticale di Batshuayi. I padroni di casa ci provano soprattutto dalla distanza, ma Courtois è sempre attento sulle conclusioni di Raspadori e Berardi.

Nella ripresa l’Italia sblocca subito il match con un tiro dal limite dell’area potente e preciso di Barella, che sugli sviluppi di un corner supera Courtois. Attorno al 20′ arriva il raddoppio: Chiesa è incontenibile sulla corsia mancina, Castagne lo stende in area e Berardi dal dischetto non trema. Sul 2-0 la partita sembra chiusa, ma il Belgio ha il merito di non uscire dal match. L’ingresso di De Bruyne cambia il volto dei Red Devils, anche sfortunati con le traverse colpite prima da Batshuayi e poi da Carrasco. Gli ospiti tornano comunque sotto nel finale con il sigillo di de Ketelaere, che batte un fin lì insuperabile Donnarumma (acclamato più volte dall’Allianz Arena) su imbeccata da De Bruyne in una ripartenza portata avanti addirittura da Courtois. Ma l’Italia non rischia più e la rimonta belga riesce solo a metà.

di Alberto Zanello

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