Nazionale, Guardiola ha rifiutato la panchina azzurra

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Cronache sport calcio
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Pep Guardiola ha rifiutato l’offerta di diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. L’allenatore catalano, dopo alcuni giorni di riflessione, ha comunicato la sua decisione negativa a Paolo Maldini e Leonardo, che gli avevano presentato il progetto tecnico per la panchina azzurra. Nonostante si sia detto onorato dalla proposta, ha prevalso la volontà di non assumere un impegno che non avrebbe potuto onorare al massimo delle sue possibilità.

Le ragioni del rifiuto sono sia personali che professionali. Guardiola ha manifestato il forte desiderio di prendersi un periodo di pausa per dedicarsi alla famiglia dopo dieci anni di successi e forte stress alla guida del Manchester City. A questo si aggiunge un tema legato alla sua etica lavorativa: definitosi ‘un malato di calcio’, non si sentiva a suo agio con l’idea di un ruolo da selezionatore, che implica un lavoro meno continuativo sul campo rispetto a quello in un club.

L’allenatore ha sempre basato la sua carriera su un coinvolgimento totale e quotidiano. L’ipotesi di gestire la squadra a distanza, delegando molto ai suoi collaboratori, non si allineava con la sua filosofia del ‘lavoro al 100%’. Un ruolo prestigioso come quello di CT, per lui totalmente inedito, meritava un approccio che in questo momento non si sentiva di garantire.

Ha pesato inoltre il profondo rispetto per l’Italia, un paese che ama, e per lo stesso Maldini, a cui ha dedicato la sua prima Champions League vinta da tecnico. Il progetto prospettato dalla FIGC era a lungo raggio, ‘otto o dieci anni’, un orizzonte temporale troppo vasto per chi, come lui, potrebbe sentire il bisogno di tornare in panchina quotidianamente già nei prossimi mesi. Per correttezza, ha quindi preferito declinare subito, senza nemmeno affrontare la discussione economica.

Con il ‘no’ di Guardiola, la Federazione ha già attivato il piano alternativo. Il nome individuato da Paolo Maldini per avviare il nuovo ciclo è quello di Andrea Pirlo. L’ex campione del mondo viene considerato l’innovatore giusto per costruire una nuova identità di calcio e di Nazionale, segnando un taglio netto con il passato.

Il progetto a lungo termine dovrà ora accelerare, con la Nations League in arrivo tra otto settimane e gli Europei del 2028 come tappa intermedia verso i Mondiali del 2030. La scelta del nuovo CT diventa quindi un passo cruciale che non ammetterà ripensamenti.

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