NOME E FOTO. Tentato omicidio di Rondinone all’interno del bar: preso 58enne di Caserta

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Gennaro Rondinone ed il luogo dell'aggressione
Gennaro Rondinone ed il luogo dell'aggressione

CASERTA – Ieri la polizia ha dato esecuzione a un’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, nei confronti del 58enne casertano Angelo Giuliano. L’uomo è gravemente indiziato del delitto di tentato omicidio. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato l’intera attività investigativa.

I fatti risalgono al primo marzo scorso, quando gli agenti delle volanti della Questura di Caserta sono intervenuti d’urgenza presso il “Black Coffee”, un noto bar cittadino situato in largo Paglione, davanti all’ingresso della scuola di Polizia, dove era stata segnalata una lite in corso. Sul posto, i poliziotti avevano accertato il coinvolgimento di Gennaro Rondinone, 45enne del posto e figlio del defunto boss del clan Belforte, Antonio Rondinone.

Le indagini sviluppate dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta hanno permesso di ricostruire la dinamica di quei concitati momenti. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il 58enne si sarebbe presentato all’interno del locale armato di un coltello e di una mannaia, iniziando a minacciare i presenti. Apparentemente senza motivo, l’aggressore si scagliò contro la vittima 45enne, colpendola brutalmente alla testa con ben sei fendenti sferrati con la mannaia.

Gli elementi probatori raccolti dagli investigatori della Mobile sono stati ritenuti solidi dalla Procura che ha richiesto e ottenuto la misura cautelare eseguita ieri. Le autorità precisano che l’indagato è da ritenersi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva e la misura restrittiva è stata adottata senza il contraddittorio delle parti, che avverrà davanti a un giudice, a cui spetterà il compito di valutare la sussistenza o l’assenza di ogni forma di responsabilità penale.

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