Ottimo e il ‘canale’ di San Marcellino. Nelle carte del Ros spunta la politica

L’inchiesta sui capitali che il clan Zagaria avrebbe reinvestito nel business dei rifiuti. Gli investigatori ipotizzano un flusso di informazioni sulla Isvec attraverso i rapporti con l’allora assessore D’Aniello (non indagato)

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S. MARCELLINO – Mettere a frutto i guadagni della mafia, reinvestendoli in attività economiche formalmente lecite. È il meccanismo che la Procura di Napoli attribuisce al clan Zagaria, accusato di avere immesso occultamente denaro nella Isvec, società attiva nel settore dei rifiuti e riconducibile all’imprenditore ischitano Ivano Balestrieri. L’operazione, secondo la Dda, sarebbe passata attraverso imprenditori ritenuti vicini alla cosca. Tra questi Alfonso Ottimo, di Frignano, indicato dagli inquirenti come il braccio imprenditoriale dei Capaldo, famiglia legata al capoclan Michele Zagaria. A rappresentarne gli interessi nella società sarebbe stato invece Franco Lombardi, manager sammartano.
Lombardi è indagato per associazione mafiosa. A Ottimo, Balestrieri e Filippo Capaldo viene contestato il reimpiego di capitali illeciti; Capaldo risponde anche di trasferimento fraudolento di beni. Le ipotesi di reato sono tutte aggravate, secondo l’accusa, dalla finalità mafiosa.

L’indagine dei carabinieri, che ha acceso i fari sulla Isvec, era sfociata, nel marzo scorso, nell’arresto di Balestrieri, Ottimo, Capaldo e altri indagati. Le misure sono state poi annullate dal Riesame per vizi formali dell’ordinanza: il gip, secondo i giudici, non avrebbe formulato un’autonoma valutazione, limitandosi ad aderire alla richiesta della Procura.

L’inchiesta, oltre a tracciare le ipotizzate strategie economiche dei soggetti considerati vicini a Zagaria, ha fatto emergere anche i rapporti tra alcuni di loro e la politica. In questa sezione è emersa la relazione tra Ottimo e Luigi D’Aniello, imprenditore edile e, all’epoca, assessore del Comune di San Marcellino.

I loro contatti, chiariscono i carabinieri del Ros, erano già comparsi in precedenti attività investigative ed erano ricondotti soprattutto agli affari imprenditoriali. Il 31 gennaio 2023 D’Aniello telefonò a Ottimo chiedendo di incontrarlo dopo un consiglio comunale nel corso del quale, riferiva, era stato necessario approvare “una cosa importante e urgente”. I due avrebbero concordato un appuntamento per il giorno successivo. Gli investigatori precisano, però, di non essere riusciti a definire ulteriormente la natura del rapporto (almeno sulla base del materiale di cui abbiamo avuto contezza).

Il dato viene inserito nell’informativa anche alla luce della presenza della Isvec a San Marcellino. Dal giugno 2022 la società, ricostruiscono i carabinieri, gestiva il servizio integrato di igiene urbana del Comune, dopo essere subentrata al Consorzio Res attraverso l’affitto, avvenuto nel gennaio dello stesso anno, di un ramo d’azienda. La Isvec aveva così assunto la gestione della raccolta dei rifiuti in diversi Comuni italiani, tra i quali San Marcellino.

Nella serata del 31 gennaio 2023 gli investigatori intercettarono anche una telefonata tra Balestrieri e un avvocato. Durante il colloquio, l’imprenditore riferiva di avere ricevuto alcune informazioni sulla controversia tra il Comune di San Marcellino e il Consorzio Res, aggiungendo che la situazione era ancora ferma. Il legale osservava che il Consorzio avrebbe dovuto raggiungere un accordo con l’Ente per definire l’importo relativo al riconoscimento del credito.
Mettendo in relazione i rapporti documentati tra Balestrieri e Ottimo con quelli tra Ottimo e D’Aniello, il Ros ipotizza che tra i tre potesse essersi formato un canale informativo sulle vicende della Isvec presso il Comune di San Marcellino.
Per gli investigatori, questo spaccato evidenzia la capacità attribuita a Ottimo di instaurare relazioni anche negli ambienti politico-amministrativi e di acquisire informazioni su questioni riguardanti una società al centro degli accertamenti. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi investigativa che non prova un’infiltrazione nel Comune né l’esistenza di un accordo illecito.

Luigi D’Aniello è estraneo all’inchiesta e, per quanto ci risulta, non è indagato né gli viene contestato alcun reato collegato alla mafia. La sua presenza negli atti deriva dalle conversazioni e dai rapporti annotati dagli investigatori. Tutte le accuse formulate nei confronti degli indagati dovranno essere accertate nel processo: per ciascuno vale la presunzione d’innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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