Parolin chiude la visita in Iraq ai cristiani di Ninive: dolore non diventi rancore

Foto Daniele Leone / LaPresse in foto il cardinale Pietro Parolin

ROMA – Si conclude oggi nella Piana di Ninive – culla dei cristiani sulle rive del fiume Tigri – la visita in Iraq del cardinale Pietro Parolin che porta anche a casa un rinnovato invito da parte del presidente della Repubblica Barham Salih a Papa Francesco a visitare il Paese.

Il segretario di Stato, che è in Iraq dal 24 dicembre, ha sottolineato quante “tribolazioni, ingiustizie, tradimenti e distruzioni” le famiglie e le chiese abbiano subito in questa terra, davanti ad un mondo “incredulo”.

E la forza con la quale hanno reagito senza perdere la fede e decidendo per l’esilio, come è stato per la “santa famiglia di Nazareth”, pur di “mettere al riparo la vita dei figli”.

Parolin ha sottolineato che occorre partire dalla preghiera 

Scusare i piccoli e i grandi torti” scoprendo in essa la “forza purificatrice” che libera dalle “catene interiori del rancore” e occorre altresì essere ancorati ad una “fede vissuta pienamente all’insegna dell’amore“.

Mai il dolore e la violenza sofferti si trasformino in rancore e il giogo dell’odio ricada sulle vostre spalle“: voi, afferma, “siete chiamati ad essere artefici di riconciliazione e pace, testimoni dell’amore e del perdono, fonte di bene e benedizione per tutti“.

Nel piano salvifico di Dio – ribadisce il cardinale – nulla rimarrà senza frutto” come non è rimasta sterile la testimonianza di tanti martiri che fin dai primi secoli del cristianesimo hanno bagnato di sangue questa terra.

Perdonare, perchè “così fa Dio”, per “vincere il male con il bene”

Ricordando i loro nomi e l’amore misericordioso di “Dio fatto carne per noi”, il segretario di Stato ha lasciato ai fedeli l’invito al “perdono” e alla “speranza che nasce dalla fede”.

Parolin si trova nel paese mediorientale dal 24 dicembre

Il Cardinale, mercoledì 26 è stato ricevuto con solennità dal capo dello Stato nel palazzo della Pace a Baghdad. L’invito rivolto dal presidente iracheno al Papa è riecheggiato la sera di giovedì 27 nella cattedrale di Erbil dei caldei gremita di fedeli, soprattutto giovani, dove più volte è risuonato il grido “Viva il Papa”. (LaPresse)

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