Piemonte, il centrodestra prova a sciogliere il nodo. Il M5S guarda alle alleanze

Salvini, Berlsconi e Meloni sono ancora in dubbio sul candidato da proporre alle elezioni regionali del 26 maggio

Le strategie del centrodestra
Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia), Silvio Berlusconi (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega Nord) AFP PHOTO / Alberto PIZZOLI

MILANO – Nel fine settimana, venerdì o sabato al massimo, i piemontesi potrebbero conoscere il terzo candidato alla Regione che sfiderà Sergio Chiamparino e Giorgio Bertola.

Regionali in Piemonte, dubbi sul candidato di centrodestra

Una telefonata, o addirittura un incontro come ipotizzano alcune fonti, tra i leader del centrodestra, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, dovrebbe risolvere così il ‘nodo’ Piemonte, a due mesi dalle elezioni regionali del 26 maggio. Lo stesso Salvini pare intenzionato a chiudere il dossier “entro la settimana” per dare ufficialmente il via alla campagna elettorale. Che intende giocare in prima persona, comune per comune, forte dei successi in Abruzzo, Sardegna e Basilicata.

La scelta è tra Cirio e Damilano

Sarà dunque l’ex eurodeputato forzista Alberto Cirio, politico giovane ma con esperienza, ex assessore sotto Roberto Cota, il candidato del centrodestra unito, così come auspicato da Forza Italia? O sarà invece il nome che arriva dalla società civile, Paolo Damilano, presidente di Film Commission Torino Piemonte, ex numero uno del Museo nazionale del cinema, alla guida della storica Cantina Damilano di Barolo?

Salvini chiamato a sciogliere il nodo

Tocca evidentemente a Salvini sciogliere il nodo, in qualità di azionista di maggioranza della coalizione. Ma nella cosiddetta ‘Yalta delle Regionali’, che lo scorso settembre aveva assegnato tra i partiti del centrodestra i candidati presidente nelle elezioni a venire, il Piemonte era attribuito a Forza Italia.

Gli azzurri da tempo sono compatti sul nome di Cirio, considerato vicino al governatore ligure Giovanni Toti. Che si è già speso in un forte endorsement, e pertanto filo salviniano. Eppure, il leader leghista non è affatto convinto dell’opportunità di lasciare il frontman agli azzurri.

I risultati delle regionali al Nord

“Quell’accordo riguarda una passata era geologica”, bollano dal Carroccio. Nel frattempo ci sono stati i risultati delle altre regionali e la tentazione di un nord ‘dal colore verde’ (con Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia a cui si uniscono le azzurre Liguria e Trentino Alto Adige) è troppo forte perché non si cerchi di cavalcare la lunga scia di successi elettorali.

Le proiezioni danno la Lega al 34%

Una riflessione basata essenzialmente su proiezioni che in Piemonte danno la Lega al 34%, Forza Italia tra il 5 e il 6%, Fratelli d’Italia tra il 4 e il 5%, il centrosinistra al 18. Da qui i dubbi, e la decisione di tenere i giochi aperti fino all’ultimo. Ora, però, il tempo stringe.

Il M5S punta su Giorgio Bertola

Il governatore uscente, e candidato del centrosinistra, Sergio Chiamparino, è in piena campagna da settimane. L’ex sindaco di Torino sta sfruttando a suo vantaggio il fermento creato dal popolo Si Tav tanto da decidere di usarne lo slogan come ‘claim’ elettorale. Sul versante M5S, Giorgio Bertola, attuale consigliere regionale, non sembra avere grandi chance. Ma, anche a detta del capo politico Luigi Di Maio, il Piemonte potrebbe diventare il primo laboratorio per la prima ‘coalizione’ a 5 Stelle. Se quella in Basilicata è stata l’ultima tornata elettorale ‘in autonomia’, quella del 26 maggio potrebbe essere la prima del nuovo corso pentastellato, aperto a formazioni civiche.

(LaPresse/di Valentina Innocente)

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