Pirlo e Baronio, storia di un’amicizia nata in campo

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Cronache sport calcio
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Il sodalizio tra Andrea Pirlo e Roberto Baronio rappresenta una delle amicizie più solide e durature del calcio italiano, un legame nato sui campi delle giovanili e proseguito saldamente in panchina.

La loro storia comune è iniziata a Brescia a metà degli anni Novanta. Roberto Baronio, classe 1977, era la stella della Primavera che ha conquistato il Torneo di Viareggio nel 1996, mentre Pirlo, di due anni più giovane, era un talento emergente. In quel periodo, le attese maggiori erano riposte su Baronio, tanto che la Lazio ha investito su di lui una cifra considerevole per l’epoca.

L’affiatamento tra i due è esploso nella memorabile stagione 1999-2000 alla Reggina. In prestito in Calabria, hanno formato un asse di centrocampo che ha garantito alla squadra una storica salvezza al suo debutto in Serie A. Lo schema era chiaro: Baronio agiva da equilibratore e uomo d’ordine, permettendo a Pirlo di esprimere tutta la sua classe sulla trequarti.

Questa intesa non è passata inosservata a Marco Tardelli, allora CT dell’Under 21, che ha costruito la sua squadra attorno a loro. La scelta si è rivelata vincente: nel 2000, gli Azzurrini hanno trionfato all’Europeo di categoria in Slovacchia, battendo in finale la Repubblica Ceca per 2-1 con una doppietta di Pirlo, supportato da un torneo giocato ad altissimi livelli da entrambi.

Dopo quell’apice condiviso, le loro carriere da calciatori hanno preso direzioni opposte. Pirlo è diventato un fuoriclasse di livello mondiale, reinventandosi regista nel Milan di Ancelotti e vincendo ogni trofeo possibile, inclusa la Coppa del Mondo del 2006. Baronio ha vissuto una solida carriera in diverse squadre, ma senza raggiungere le stesse vette del compagno.

Nonostante il “sorpasso” sul campo, la loro amicizia si è ulteriormente rafforzata. Appena Pirlo ha deciso di intraprendere la carriera da allenatore, ha voluto immediatamente Baronio al suo fianco come vice. Insieme hanno guidato la Juventus, per poi proseguire il percorso professionale in Turchia con il Fatih Karagümrük, alla Sampdoria e negli Emirati Arabi con lo United FC.

Lo stesso Baronio ha svelato il segreto di un rapporto così longevo, basato sulla stima e sulla totale assenza di gelosie professionali. “Come giocatore non mi sono mai avvicinato a lui, mai. Nessuna invidia”, ha dichiarato, riconoscendo con serenità la superiorità dell’amico, con cui ha costruito un percorso condiviso prima da compagni e poi come parte dello stesso staff tecnico.

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