Mario, un residente di 82 anni, vive da solo in una casa di pietra poco sopra Polino, un borgo di appena 215 abitanti in provincia di Terni. Da quando ha smesso di guidare, e dopo la chiusura dell’ultimo negozio di alimentari del paese, anche un’azione semplice come fare la spesa era diventata una sfida complessa.
Un problema che l’amministrazione comunale ha risolto istituendo un servizio di trasporto a chiamata. Qualche giorno prima di aver bisogno di rifornimenti, Mario contatta gli uffici del Comune o l’Ufficio della Cittadinanza Valnerina, ente che coordina le iniziative per i comuni di Arrone, Ferentillo, Montefranco e Polino, e prenota il suo posto sul pulmino.
Il giorno stabilito, il piccolo gruppo di residenti che ha prenotato il servizio si ritrova alle 8:30 davanti al municipio. Le destinazioni sono i centri più grandi e forniti dei dintorni, come Arrone, a circa 12 chilometri di distanza, o la stessa città di Terni, che si trova a 23 chilometri. A guidare il mezzo e ad accompagnare i cittadini ci sono spesso figure istituzionali, come il sindaco Remigio Venanzi o alcuni consiglieri comunali, a testimonianza del valore sociale dell’iniziativa.
Durante il viaggio, il clima è familiare e conviviale. Mario, con la sua lista della spesa scritta a mano e una borsa di stoffa riutilizzabile in tasca, siede spesso accanto a Lucia, di 89 anni. Il tragitto trascorre tra chiacchiere, ricordi dei tempi in cui Polino aveva ancora le sue botteghe e confronti sui prezzi di olio, pasta e pane, trasformando un’incombenza in un momento di socialità.
Questo servizio di trasporto rappresenta una delle strategie chiave adottate dal comune di Polino per vincere la sua battaglia contro lo spopolamento, un fenomeno che affligge molti piccoli centri italiani. L’obiettivo è garantire una qualità della vita alta e mantenere la comunità viva e coesa, evitando che i residenti, soprattutto i più anziani, si sentano isolati o costretti ad andarsene.
Sulla stessa linea si inseriscono altre iniziative promosse dal sindaco Venanzi. È stato fondamentale, ad esempio, il suo impegno per mantenere aperto l’unico bar della zona, “Lu Tappo”, che funziona tutti i giorni dalle 7 alle 22 ed è diventato un punto di aggregazione intergenerazionale.
Inoltre, grazie a 165 mila euro ottenuti tramite i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è stato creato un “ambulatorio di prossimità”. In questa struttura, un medico e un infermiere si sono resi disponibili per effettuare analisi, elettrocardiogrammi e test radiologici. Il progetto include anche un servizio di telemedicina, portando l’assistenza sanitaria direttamente dove serve e riducendo la necessità di spostamenti per i cittadini.
Queste azioni, dal pulmino per la spesa alla sanità a chilometro zero, dimostrano come i piccoli comuni possano trasformare le sfide in opportunità, costruendo un modello di resilienza basato sulla vicinanza, la condivisione e la cura della propria comunità.













