Qatar, Mondiale con metodo italiano e talento straniero

66
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Il progetto del Qatar per il suo secondo Mondiale ha avuto origine in una torre di trecento metri che domina Doha. Da lì è partita la crescita di una nazionale che si è affidata alla scienza e alla competenza italiana, rappresentata da professionisti come lo sport scientist Fabio Francioni, che ha collaborato con la nazionale e con l’Aspire Academy, la fucina di talenti del Paese.

L’intero programma è coordinato a Doha da Valter Di Salvo, capo del football performance department di Aspire. L’approccio scientifico ha coperto ogni aspetto della preparazione atletica. Sono stati monitorati i carichi di lavoro dei giocatori e sono stati studiati i loro bisogni fisiologici, con un’attenzione particolare alle strategie per contrastare il caldo. Questi piani hanno influenzato ogni dettaglio: dall’alimentazione alla gestione del sonno, del jet lag e del riposo.

L’obiettivo del Qatar è riscattare la prestazione deludente nel Mondiale casalingo. La rosa attuale riflette la filosofia del progetto: venticinque giocatori su ventisei militano nel campionato nazionale e la maggior parte di loro si è formata proprio nell’Aspire Academy. Questa scuola d’élite accoglie i migliori atleti qatarioti, che si allenano lì durante la settimana per poi giocare con i rispettivi club nel weekend.

La punta di diamante della squadra è l’attaccante Almoez Ali, nato in Sudan e diventato il miglior marcatore della nazionale con 60 gol. Per anni, l’Aspire Academy ha reclutato talenti tramite “Football Dreams”, un programma avviato nel 2007 da Josep Colomer, lo scopritore di Lionel Messi. Negli ultimi quindici anni sono stati visionati circa 3,5 milioni di giovani e oggi quattordici dei ventisei convocati sono nati all’estero, principalmente in Africa.

Dall’altra parte, la Svizzera si presenta come un crocevia di culture. La “Nati” è composta da giocatori come Embolo e Mvogo, nati in Camerun, e Keller, nato a Londra. Gran parte della squadra è formata da svizzeri di seconda generazione, tra cui Akanji, Rodriguez, Zakaria, Xhaka e Sow. Lo stesso commissario tecnico, Murat Yakin, è figlio di immigrati turchi.

Per la nazionale elvetica, il torneo rappresenterà un’occasione per superare il suo storico ostacolo: gli ottavi di finale, un traguardo raggiunto in quattro delle ultime cinque edizioni dei Mondiali ma mai superato. Tra i convocati figurano anche quattro giocatori provenienti dal campionato italiano: Akanji, Freuler, Jashari e Aebischer, con i primi due che si candidano a un ruolo da protagonisti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome