Il Südtirol ha ufficializzato una nuova direzione tecnica, segnando un cambio di filosofia rispetto al passato. La società ha affidato la panchina a Davide Possanzini, reduce dall’esperienza al Mantova, che raccoglie l’eredità di Fabrizio Castori. La scelta è stata portata avanti dal nuovo direttore sportivo Matteo Lovisa.
Il neotecnico ha spiegato le ragioni della sua scelta: “Mi ha convinto la telefonata col ds Lovisa e il dt Fink. Mi hanno esposto la loro idea di provare uno step ulteriore nella proposta di gioco. Ho percepito chiarezza e convinzione”. L’obiettivo non è una rivoluzione, ma un’evoluzione per un club stabile in Serie B. “Un patrimonio che non va disperso, spero di riuscire ad attaccarne un altro pezzo”.
La visione di calcio di Possanzini è chiara, ispirata ai suoi sette anni come vice di Roberto De Zerbi. “Mi piace essere protagonista, portare la palla, essere aggressivo. Queste le caratteristiche che vorrei nella mia squadra”, ha affermato. Ha sottolineato di non considerarsi un maestro, ma di voler trovare la chiave giusta per trasmettere i concetti al gruppo.
Secondo l’allenatore, il ruolo del tecnico è di supporto. “L’allenatore conta il 30%, ci mette mentalità e organizzazione. Tutto il resto è nelle mani del giocatore”. Per questo, vuole atleti “pensanti”, capaci di interpretare il gioco e fare le scelte giuste in campo, a differenza del passato quando erano semplici esecutori.
La sua formazione è stata segnata da esperienze diverse. “Il maestro migliore sono state le bastonate prese in carriera”, ha confessato, citando anche le guide avute da calciatore come Zeman e Iachini. L’esperienza da vice di De Zerbi gli ha permesso di condividere un pensiero da una prospettiva diversa, rivelatasi utile nel suo nuovo ruolo.
Possanzini punta a un rapporto diretto con i suoi giocatori, senza le barriere del passato. “Vorrei avere con i calciatori lo stesso rapporto che avevo da vice. Non voglio creare quella barriera giocatore-allenatore”.
Il suo percorso include il settore giovanile del Brescia, un passaggio che considera fondamentale per un allenatore perché “permette anche di sbagliare per trovare la propria strada”. Dall’esperienza di Mantova, conclusasi con un esonero, ha dichiarato di portarsi dietro un forte legame e lezioni importanti: “A Mantova ho dato tutto, esperienza straordinaria”.
Guardando al prossimo campionato di Serie B, Possanzini ha indicato Cremonese, Verona e Pisa come favorite, insieme a un Palermo che si sta rinforzando. Ha inoltre espresso l’auspicio di rivedere il coraggio mostrato da club come Catanzaro e Juve Stabia nel lanciare i giovani. Per il suo Südtirol, l’obiettivo è chiaro: “Voglio giocarmela con tutti e poi vediamo cosa succede”.








