Dopo un mese di intense cure, la gattina Rosi è stata dimessa dalla clinica veterinaria CVS di Roma. La notizia, che segna una svolta fondamentale nel suo percorso di guarigione, è stata accolta con grande sollievo dopo settimane di apprensione per le sue sorti.
A comunicare il significativo progresso è stato il veterinario Andrea De Dominicis del Centro Veterinario Specialistico, tramite un video diffuso sui canali social. Il medico ha spiegato che, sebbene la lotta non sia ancora finita, le condizioni stabili della piccola paziente hanno permesso il suo ritorno a casa, dove seguirà un protocollo terapeutico specifico e controlli periodici.
Le condizioni di Rosi, inizialmente giudicate critiche, hanno registrato un costante e progressivo miglioramento. Ora la gattina potrà continuare il suo recupero in un ambiente domestico più sereno e confortevole, un fattore essenziale per la sua completa ripresa fisica e psicologica. Il percorso post-dimissione sarà attentamente monitorato dallo staff medico con visite di controllo già programmate per assicurare che il quadro clinico rimanga stabile nel tempo.
Il caso aveva scosso profondamente l’opinione pubblica lo scorso marzo. La felina era stata soccorsa nel quartiere di Tor Tre Teste con ferite gravissime. I primi esami veterinari avevano rivelato una realtà sconvolgente: le lesioni erano compatibili con un atto di violenza sessuale di estrema brutalità, un gesto di una crudeltà inaudita.
Di fronte a un episodio di tale gravità, la mobilitazione è stata immediata. L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) di Roma ha prontamente presentato un esposto alle autorità competenti per avviare le indagini. All’azione si sono unite la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sezione di Ostia, e il delegato all’Ambiente della Città metropolitana di Roma, Rocco Ferraro.
L’obiettivo comune è fare piena luce sulla vicenda e assicurare il responsabile alla giustizia. Parallelamente, l’ufficio legale dell’Enpa nazionale ha sporto denuncia, avviando un’azione legale mirata a ottenere il riconoscimento della pericolosità sociale per l’autore del reato. Le associazioni animaliste sottolineano come tali atti di violenza contro gli animali siano spesso un campanello d’allarme per comportamenti socialmente pericolosi anche verso le persone.
Le dimissioni di Rosi rappresentano una vittoria e un simbolo di speranza. Tuttavia, l’attenzione resta altissima sul fronte investigativo. La richiesta è unanime: che le indagini procedano spedite per chiarire ogni responsabilità e per garantire che chi ha commesso un atto tanto efferato non resti impunito. La guarigione di Rosi sarà completa solo quando sarà fatta giustizia.


















