La Ferrovia del Monferrato, che si snoda per 45 chilometri da Castagnole delle Lanze fino a Mortara passando per Asti, rappresenta un modello esemplare di turismo sostenibile. Questo percorso è stato concepito non solo come un mezzo di trasporto, ma come una vera e propria esperienza immersiva in un paesaggio culturale riconosciuto dall’Unesco per il suo valore universale.
Viaggiare su questi convogli storici permette di riscoprire un ritmo più lento, in armonia con l’ambiente circostante, offrendo una prospettiva unica su un territorio dove natura e opera umana si fondono da secoli in un equilibrio delicato e prezioso.
Il tragitto si apre inizialmente nella valle del fiume Tanaro, un corridoio ecologico fondamentale per la biodiversità locale. Man mano che il convoglio procede, il panorama si trasforma, lasciando la pianura per addentrarsi tra le morbide alture che caratterizzano questa parte del Piemonte. I passeggeri possono ammirare un mosaico di ambienti naturali, dai boschi che ospitano il prezioso tartufo bianco d’Alba alle rive fluviali.
Il tracciato stesso, con i suoi viadotti che si sollevano sui filari e le brevi gallerie scavate nella roccia, è stato progettato per integrarsi con la morfologia del territorio, minimizzando l’impatto visivo e ambientale. Dai finestrini, la vista spazia su un orizzonte modellato da secoli di agricoltura consapevole, un vero e proprio monumento vivente alla relazione tra uomo e natura.
L’intervento umano in questo contesto non ha sopraffatto la natura, ma l’ha valorizzata. I vigneti di Barbera e Moscato, che si estendono a perdita d’occhio, non sono solo una fonte di eccellenza enogastronomica, ma anche un elemento chiave della fisionomia paesaggistica, curati con tecniche che rispettano i cicli naturali.
Lungo il percorso si incontrano borghi storici e stazioni dal fascino antico, come Isola d’Asti e Costigliole, che sembrano quasi emergere dalla vegetazione. Anche le imponenti architetture, come il Castello di Costigliole d’Asti o la residenza sabauda di Govone, dialogano con il paesaggio circostante, dominando le sommità dei rilievi senza interromperne l’armonia.
Il valore di questo territorio è celebrato anche attraverso l’arte. Ne è un esempio la Cappella del Barolo, un’ex cappella rurale trasformata dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett in un’opera d’arte contemporanea dai colori vivaci, diventata un simbolo di rinascita culturale in armonia con il contesto agricolo.
Queste iniziative artistiche, insieme ai tesori gotici di Asti come la Cattedrale di Santa Maria Assunta, rafforzano l’identità del luogo e sottolineano l’importanza della sua tutela. Scegliere di esplorare queste zone tramite la ferrovia significa contribuire attivamente alla conservazione di un ecosistema culturale e naturale unico al mondo.


















