Roma: Marevivo inaugura la nuova sede galleggiante

19
Bonifica fluviale
Bonifica fluviale

L’associazione Marevivo ha inaugurato a Roma, presso lo Scalo de Pinedo sul Tevere, il suo nuovo “Floating Hub”. La struttura galleggiante sostituisce la storica sede affondata nel 2010 a causa di una secca del fiume, segnando un momento di rinascita e un importante intervento di riqualificazione urbana.

L’intero progetto è nato da un’imponente opera di bonifica ambientale. Prima di avviare la costruzione, sono state rimosse circa 60 tonnellate di rifiuti dal fondale e dalle sponde del Tevere. Operatori tecnici subacquei, con l’ausilio di una gru, hanno recuperato materiali di ogni tipo, tra cui biciclette, transenne, rottami metallici e plastica, restituendo dignità a un tratto del fiume.

Il nuovo hub è stato concepito all’insegna della sostenibilità. Sviluppato su due livelli, è stato realizzato con materiali ecologici, come legno proveniente da foreste certificate e lana di pecora per la coibentazione. La struttura è completamente autonoma dal punto di vista energetico, grazie a un impianto di pannelli fotovoltaici che alimenta non solo gli uffici ma mira anche a creare una comunità energetica con le altre imbarcazioni vicine.

Il piano inferiore ospita la direzione e gli uffici operativi di Marevivo, mentre il piano superiore è dedicato al Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana. Questo spazio innovativo è un luogo di incontro tra ricerca scientifica, educazione ambientale e partecipazione civica, dotato di strumenti digitali, laboratori e microscopi per studenti e cittadini.

Il centro è diventato un nodo del “Biodiversity Gateway”, una rete nazionale coordinata dal CNR nell’ambito del National Biodiversity Future Center, un’iniziativa finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Questo recupero si è dimostrato qualcosa di straordinario”, ha dichiarato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo. “Abbiamo ricostruito la nostra casa in modo sostenibile e creato un polo per la ricerca e la formazione”.

All’inaugurazione ha partecipato anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che ha sottolineato l’importanza di rendere la ricerca accessibile a tutti. Un esempio concreto della visione del progetto è il tender elettrico in dotazione all’hub, che si ricarica con l’energia solare, a dimostrazione che le alternative sostenibili sono già una realtà.

L’intervento ha generato ulteriori sinergie positive per l’area. Grazie ai fondi per il Giubileo, il Comune ha restaurato i 700 metri di banchina adiacenti, trasformando una zona degradata in un’oasi naturalistica. Sono nate anche collaborazioni con il vicino Museo Explora, per la condivisione di infrastrutture, e con l’associazione Piùblu, per la pulizia di altri tratti del fiume e la piantumazione di specie autoctone.

Anche i dettagli simbolici raccontano questo impegno, come il foulard dell’associazione, realizzato in filato di ortica e tinto con essenze naturali. “Bisogna prendersi cura di quello che abbiamo”, ha concluso la presidente Giugni, “passando dalle parole ai fatti”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome