Sanremo, i Maneskin tornano a casa: siamo sempre italiani orgogliosi

Emozioni, lacrime, standing ovation. E naturalmente tanto rock, il loro marchio di fabbrica

I Maneskin (AP Photo/Peter Dejong)

SANREMO – Emozioni, lacrime, standing ovation. E naturalmente tanto rock, il loro marchio di fabbrica. I Maneskin tornano sul palco del Festival di Sanremo dove tutto iniziò. Dopo il trionfo nell’edizione 2021, bissata poi col successo all’Eurovision Song Contest, ‘Zitti e buoni’ ha risuonato nuovamente nel teatro Ariston nel corso della prima serata della 72esima edizione, la terza targata Amadeus, andata in scena ieri sera.

In meno di un anno, la band ha conquistato il mondo apparendo nei più popolari talk show d’America e arrivando ad aprire il concerto di mostri sacri come i Rolling Stones a Las Vegas. Senza mai dimenticare le loro origini. “È sempre bello tornare a casa -dicono-. Anzi per noi è vitale, ci fa rimanere con i piedi ancorati a terra. E Sanremo è casa: siamo arrivati un anno fa senza alcuna aspettativa, ma da quel momento in poi è cambiato tutto improvvisamente. È passato un anno, abbiamo fatto il giro del mondo e siamo di nuovo qui a festeggiare tutto quello che ci è successo, sullo stesso palco di un anno fa, insieme al pubblico di Sanremo e con Amadeus, che per primo ha creduto in noi. Senza di lui tutto questo non sarebbe successo”. L’America, dicono, è un posto incredibile, tutto va veloce e per noi lo è stato ancora di più”.

“Quando arriviamo siamo sempre ‘gli Italiani’, e ne siamo orgogliosi. Ritrovarci sul palco degli AMA’s accanto a Bruno Mars , Olivia Rodrigo , Coldplay o ricevere un invito dai Grammy e dopo solo pochi mesi ritrovarsi ancora sul palco del Saturday Night Live è stato incredibile e velocissimo. Gli Stati Uniti sono il paese delle opportunità, come si dice di solito, forse è vero. Lo è per noi, in questo momento ce ne sta dando tante e non vogliamo perderne nemmeno una. Lavoriamo tutti i giorni per questo”. Gli aneddoti non mancano: “Ce ne sono un sacco, un sacco di incontri inaspettati e bellissimi. Dai consigli di Ed Sheeran davanti ad una birra, al pranzo con Chris Martin, alla serata con Beck in giro per LA…tutte cose che non vi abbiamo raccontato sui social (scherziamo!)”.

L’unica nota stonata è legata alle restrizioni dovute alla pandemia: “Abbiamo dovuto spostare le date italiane ed europee, siamo amareggiati e dispiaciuti. Il live è il momento di vera unione con i fan e il nostro modo preferito di esprimerci. Per fortuna abbiamo l’occasione di suonare sui palchi dei festival quest’estate, siamo fortunati di poterlo fare e siamo felici di farlo insieme al nostro team tecnico che ci accompagna sempre e ci ha seguito quest’anno in giro per il mondo. Il 9 luglio poi sarà una grandissima festa per noi, torneremo a suonare a Roma, a casa, in un posto bellissimo, il più bello del mondo”.

E sulle prossime attività: “Abbiamo ancora un ultimo impegno a Londra per i Brit Awards, per i quali siamo stati candidati in due categorie (International Group e International Song con ‘I wanna be your slave’, ndr). E poi ci concentreremo sulla scrittura dei nuovi brani. Useremo questo tempo forzatamente lontano dai live per scrivere”.

(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome