Wesley Sneijder sarà il protagonista dell’evento di chiusura del Festival dello Sport di Trento, in programma per domenica 4 ottobre. L’ex campione olandese, uno dei più grandi numeri 10 europei degli anni Duemila, salirà sul palco per ripercorrere una carriera ricca di successi, con un’attenzione speciale al suo legame con l’Inter e l’Italia.
Il suo arrivo in nerazzurro, il 28 agosto 2009 dal Real Madrid, è stato l’ultimo tassello che ha permesso a José Mourinho di completare la squadra destinata a vincere tutto. Lo stesso tecnico portoghese lo ha schierato in campo il giorno seguente nel derby contro il Milan, vinto 4-0, dove l’olandese ha subito mostrato il suo talento colpendo una traversa su punizione.
Come trequartista, Sneijder ha unito visione di gioco e fantasia, diventando il fulcro della manovra offensiva dell’Inter. Nella stagione 2009-2010 ha segnato gol decisivi in Champions League contro Dinamo Kiev, CSKA Mosca e Barcellona. Il suo contributo è stato fondamentale anche nella finale di Madrid contro il Bayern Monaco, dove ha fornito a Diego Milito l’assist per il gol del momentaneo 1-0 che ha aperto la strada verso la conquista del trofeo.
Subito dopo il Triplete, Sneijder ha vissuto un Mondiale da protagonista in Sudafrica, trascinando l’Olanda con cinque reti fino alla finale, poi persa contro la Spagna. Con la maglia dell’Inter, oltre al memorabile tris di Scudetto, Champions League e Coppa Italia, ha arricchito il suo palmarès con una Supercoppa Italiana, un Mondiale per Club e un’altra Coppa Italia, chiudendo la sua esperienza con 116 presenze e 22 reti.
La sua carriera era iniziata nelle giovanili dell’Ajax, dove è cresciuto calcisticamente, per poi passare al Real Madrid, un’esperienza in cui non è riuscito a esprimere appieno il suo potenziale. Dopo gli anni di gloria a Milano, ha vestito le maglie di Galatasaray, Nizza e Al-Gharafa in Qatar, annunciando il ritiro dal calcio giocato nel 2019.
Con la nazionale olandese ha totalizzato 134 presenze e 31 gol, ottenendo un secondo posto ai Mondiali del 2010 e un terzo posto a quelli del 2014 in Brasile. Il periodo trascorso in Italia rimane il capitolo più luminoso della sua storia, un percorso che gli è valso l’ingresso nella Hall of Fame dell’Inter e che sarà al centro del suo intervento al Festival.








