Il sogno del centrodestra: nuova legge elettorale con l’aggiunta del premio di maggioranza

Photo Lapresse/Stefano Cavicchi2/

MILANO  (Alfredo Stella) – Con un sismografo alla mano si potrebbe rinvenire l’epicentro e la forza del terremoto che starebbe per verificarsi all’interno del centrodestra. Una faglia di frattura, malamente oscurata durante la campagna elettorale, che riemergerebbe con tutta la sua forza dirompente a due sole settimane dal risultato elettorale. Un movimento sussultorio-ondulatorio che farebbe crollare accordi e alleanze pre-elettorali e all’interno della stessa Lega di Salvini. “Un accordo – ha detto ancora senza giri di parole Roberto Maroni – probabilmente finalizzato a modificare la legge elettorale con l’aggiunta di un premio di maggioranza (o forse con una maggiore componente maggioritaria) – per poi tornare al voto”. Insomma una soluzione ‘di scopo’ che non dispiacerebbe all’ex governatore della Regione Lombardia. In caso contrario, ovvero un governo fra le due formazioni vincitrici, verrebbe interpretato non solo come una rottura della coalizione di centrodestra, ma come una lesione all’interno stesso della Lega da parte della minoranza maroniana, con conseguenze dirette anche sui governi regionali e sulle amministrazioni locali. Maroni non vuole assolutamente una via leghista in solitaria senza Berlusconi. Anzi, con il Cavaliere mira a un coinvolgimento del Pd (o della parte renziana che potrebbe arrivare a fare gruppo a sé provocando l’ennesimo sconquasso fra i Democratici) per ri-costituire quel governo di larghe intese che era stato ottimisticamente previsto prima del voto. Maroni dà segnali belligeranti qualora si dovesse verificare il sodalizio. E prepara una controffensiva da parte dell’area politica sconfitta (nonostante faccia nominalmente parte della Lega vincente) fatta eccezione dei balbettamenti di un Pd in pieno stato confusionale e le preoccupazioni, altrettanto balbettanti, di Berlusconi. E proprio per essere identificabile come unico segno serio di controffensiva con qualche colpo in canna, si rivela essere, in realtà, come il più significativo segno della debolezza del fronte europeista. A conti fatti, non sarebbero da escludere anche eventuali elezioni con nuova legge elettorale e relativa cannibalizzazione di tutta l’area di sinistra da parte del M5S e di tutta l’area di destra da parte della Lega salviniana. Insomma si attende lo tsunami nel centrodestra che indicherà il livello di scontro fra i due opposti e quale posta sia davvero in gioco.

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