MARIGLIANO – Un’escalation criminale che ha seminato preoccupazione nella comunità locale, prendendo di mira prima un anziano indifeso e poi un’attività commerciale. Si è conclusa all’alba di oggi, 15 settembre 2026, l’operazione dei Carabinieri della Stazione di Marigliano che ha stretto il cerchio attorno a un trio di presunti rapinatori, assicurandoli alla giustizia. In manette sono finiti una donna di 30 anni, considerata figura centrale del gruppo, e due uomini di 33 e 41 anni. Per loro, il Gip del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa, a vario titolo, di rapina consumata e due tentate rapine.
Le indagini, coordinate con meticolosità dalla Procura nolana e condotte dai militari dell’Arma, hanno ricostruito un agosto di paura, scandito da tre episodi distinti che portano la firma degli indagati. Il primo atto di questa sequenza criminale risale al 1° agosto. Quel giorno, la 30enne si sarebbe presentata da sola presso l’abitazione di un pensionato di 72 anni. Una volta all’interno, avrebbe gettato la maschera, trasformando la visita in un incubo: minacciando l’anziano con un coltello, lo avrebbe costretto a consegnarle il denaro che aveva con sé. Un misero bottino di appena 10 euro, che tuttavia non sminuisce la gravità e la violenza psicologica del gesto perpetrato ai danni di una vittima vulnerabile.
Ma l’audacia del gruppo non si è fermata. Appena due giorni dopo, la banda è tornata alla carica. La stessa donna, questa volta accompagnata dal complice 33enne, si sarebbe ripresentata alla porta del 72enne, con l’evidente intenzione di estorcergli altro denaro. L’anziano, forse terrorizzato dall’esperienza precedente o forse riuscendo a dare l’allarme, ha resistito. Il secondo tentativo è fallito, ma ha lasciato dietro di sé una scia di ulteriore terrore e ha fornito agli investigatori elementi cruciali per collegare gli episodi.
Il capitolo finale di questa breve ma intensa carriera criminale si è scritto il 13 agosto. Il trio, al completo, ha deciso di alzare il tiro, prendendo di mira un esercizio commerciale specializzato in articoli per la casa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre sarebbero entrati nel negozio e, agendo come normali clienti, avrebbero prelevato dagli scaffali alcuni piccoli elettrodomestici. Il loro piano era dirigersi verso l’uscita senza pagare, contando su un diversivo per eludere la sorveglianza. Inizialmente, la strategia ha funzionato: sono riusciti a distrarre l’addetto alla sicurezza. Tuttavia, nella concitazione della fuga, il piano è andato in fumo. I tre hanno perso la refurtiva, che è stata prontamente recuperata dai Carabinieri intervenuti sul posto.
Quest’ultimo, maldestro tentativo ha dato l’impulso decisivo alle indagini. L’attività investigativa si è concentrata su un’analisi certosina delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, sia del negozio che delle aree circostanti, e sulla raccolta delle preziose testimonianze dei presenti e della vittima della prima rapina. Incrociando dati, volti e descrizioni, i militari sono riusciti a dare un nome e un’identità ai presunti responsabili.
Al termine delle formalità di rito, per i due uomini, il 33enne e il 41enne, si sono aperte le porte del carcere di Napoli-Poggioreale. La donna di 30 anni è stata invece tradotta presso la casa circondariale femminile di Napoli-Secondigliano.
È doveroso rappresentare che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio di presunzione d’innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino al passaggio in giudicato della sentenza di condanna.














