Tsunami Indonesia, c’è il rischio di una seconda onda. Il bilancio provvisorio sale a 281 vittime e 1000 feriti

Alcune zone colpite non sono state ancora raggiunte dai soccorsi

GIACARTA – Sale a 281 morti il bilancio provvisorio delle vittime provocate dal devastante tsunami che si è abbattuto attorno allo stretto della Sonda, che separa le isole di Giava e Sumatra, in Indonesia. Purtroppo il numero delle vittime, fa sapere il presidente indonesiano Joko Widodo, “crescerà sicuramente“. Migliaia i feriti e 60 i dispersi. Molte zone colpite, infatti, non sono ancora state raggiunte dai soccorsi.

 

La Farnesina: attivati i canali per l’assistenza agli italiani

Scotto Morrison, il primo ministro australiano, fa sapere che “al momento non risultano vittime tra gli stranieri“. La Farnesina e l’ambasciata italiana di Giacarta “sono attive per prestare ogni assistenza necessaria ai connazionali sul posto“. La massa d’acqua ha distrutto decine di abitazioni e danneggiato “seriamente” 9 hotel. L’onda ha fatto strage tra gli impiegati della compagnia statale Pln, riuniti per celebrare la fine dell’anno.

 

La tragedia nella tragedia: l’onda travolge un concerto

Tra le vittime ha colpito la strage provocata dall’onda che s’è abbattuta sul palco dove gli Seventeen, una rock band, stavano suonando per l’evento. Risultano dispersi 4 componenti del gruppo mentre il manager e il bassista sono rimasti uccisi. Le immagini di un video mostrano l’onda investire in diretta tutti.

 

Il rischio di un secondo Tsunami

C’è il rischio di un secondo Tsunami. A dirlo è il capo dell’agenzia meteorologica Rahmat Riyono: “E’ stato provocato dall’eruzione del vulcano Anak-Krakatau. La possibilità di un secondo tsunami in caso di terremoto sono molto basse, ma qui si tratta di un’eruzione. Dobbiamo continuare a monitorare la situazione“. Intanto le autorità cercano di monitorare al meglio la situazione con il contributo di forze internazionali. Lo stato di allerta è prorogato sine die.

 

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