Ucraina, domani partiranno i primi bastimenti con il grano

Foto LaPresse - Donato Fasano 09/02/2016 Bari - Italia Cronaca Bari, iniziativa Coldiretti per salvare il grano italiano Nella foto: un momento dell'evento Photo LaPresse - Donato fasano 09 02 2016, Bari - ItalyNews Blitz of Coldiretti farmers to save the Italian wheat In the pic: a moment of the event

KIEV – Si sblocca la situazione del grano in Ucraina. L’esportazione inizierà il 27 luglio dal porto di Chornomorsk nel sud-ovest del Paese. Seguiranno i porti di Odessa e Pivdennyi. Lo annuncia il ministro delle Infrastrutture Oleksandr Kubrakov, stando a Kiev Independent. Russia e Ucraina hanno firmato accordi sostenuti dalle Nazioni Unite per riprendere le esportazioni di grano ucraino attraverso il Mar Nero il 22 luglio scorso. Lo ha reso noto un ministro di Kiev. L’Ucraina ha dichiarato di aspettarsi di riprendere le prime esportazioni di grano dall’inizio della guerra “già questa settimana”, dopo aver firmato un accordo con Mosca e nonostante il bombardamento dell’esercito russo del principale porto di Odessa sabato scorso. “Ci aspettiamo che l’accordo inizi a funzionare nei prossimi giorni e che nei prossimi giorni venga istituito un centro di coordinamento a Istanbul. Stiamo preparando tutto per iniziare già questa settimana”, ha dichiarato il ministro ucraino delle Infrastrutture Oleksandre Kubrakov in una conferenza stampa. Il ministro ha affermato che il principale ostacolo alla ripresa delle esportazioni è il rischio di bombardamenti russi, come dimostrato dall’attacco al porto di Odessa, di vitale importanza sul Mar Nero. Kubrakov ha invitato i garanti dell’accordo, la Turchia e le Nazioni Unite, a garantire la sicurezza dei convogli ucraini. “Se le parti non garantiscono la sicurezza, non funzionerà”, ha avvertito. Le esportazioni sono ostacolate anche dalla presenza di mine marine, posate dalle forze ucraine per difendersi da un assalto anfibio russo. Secondo il ministro, lo sminamento avverrà solo “nel corridoio necessario per le esportazioni”. Le navi ucraine accompagneranno i convogli, che potranno trasportare non solo grano ma anche fertilizzanti, ha aggiunto. Il vice ministro delle Infrastrutture Yuri Vaskov ha dichiarato che il porto sudoccidentale di Chornomorsk sarà il primo a funzionare per le esportazioni, seguito dal porto meridionale di Odessa e dal porto sudoccidentale di Pivdenny. “Nelle prossime due settimane saremo tecnicamente pronti a esportare grano da tutti i porti ucraini”, ha dichiarato.

Mosca ha accusato 92 membri delle forze armate ucraine di crimini contro l’umanità e ha proposto un tribunale internazionale sostenuto da Paesi come Bolivia, Iran e Siria. Lo afferma il capo della commissione investigativa russa, scrive la Bbc online.  Alexander Bastrykin ha dichiarato al sito governativo Rossiiskaya Gazeta che sono state avviate più di 1.300 indagini penali. Gli ucraini sono stati coinvolti in “crimini contro la pace e la sicurezza dell’umanità, che non vanno in prescrizione”, ha detto. Bastrykin ha aggiunto che sono stati incriminati 92 comandanti e i loro subordinati mentre 96 persone, tra cui 51 comandanti delle forze armate, sono attualmente ricercate. La Bbc non ha potuto verificare le informazioni contenute nell’intervista, mentre Kiev non ha rilasciato commenti in merito. Bastrykin ha poi accusato l’Occidente di sponsorizzare apertamente il “nazionalismo ucraino”, per cui un processo sostenuto dalle Nazioni Unite “è estremamente dubbio”. Ha quindi proposto di istituire un tribunale internazionale con i Paesi che hanno “una posizione indipendente sulla questione ucraina”, in particolare Siria, Iran e Bolivia. Anche l’Ucraina sta conducendo le proprie indagini e ha già affermato che sta esaminando 21mila crimini di guerra e di aggressione presumibilmente commessi dalle forze russe dall’inizio dell’invasione, lo scorso febbraio.

La Russia manterrà i suoi impegni sull’export dei prodotti agricoli, a prescindere dalla revoca o meno delle restrizioni applicate a Mosca. Lo ha detto il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov in colloqui al Cairo, aggiungendo che  “Non abbiamo pregiudizi riguardo ad una ripresa di colloqui con Kiev su un ampio spettro di temi che vadano oltre il grano, dipende dagli ucraini”. La marina russa e quella turca garantiranno la sicurezza delle navi col grano nel Mar Nero, ha spiegato Lavrov, che ha lanciato anche l’ennesimo affondo contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Mosca aiuterà il popolo ucraino a sbarazzarsi del regime antipopolare e antistorico di Kiev”, ha detto. “Siamo solidali con il popolo ucraino, che merita una vita migliore. Ci dispiace che la storia ucraina venga rovinata sotto i nostri occhi e ci dispiace per coloro che hanno ceduto alla propaganda di stato del regime di Kiev e per coloro che sostengono questo regime, che vuole che l’Ucraina sia l’eterno nemico della Russia”, ha precisato Lavrov . “I popoli russo e ucraino continueranno a vivere insieme. Aiuteremo il popolo ucraino a sbarazzarsi del regime assolutamente antipopolare e antistorico”, ha promesso il capo della diplomazia di Mosca.

L’Occidente deve rimuovere gli ostacoli che ha posto alle esportazioni di cibo e fertilizzanti russi, se vuole risolvere la crisi alimentare, ha anche detto Lavrov al termine dei colloqui con il suo omologo egiziano. “Per quanto riguarda il cibo, i nostri co
lleghi occidentali sono molto preoccupati per questa situazione. Devono rimuovere gli ostacoli che si sono creati da soli”, ha spiegato Lavrov sottolineando che, anche se non sono state imposte sanzioni contro generi alimentari e fertilizzanti russi, “sono state imposte sanzioni contro le aziende che assicurano le forniture alimentari, contro le aziende che assicurano i pagamenti per il cibo”.

Sempre Lavrov ha spiegato che sarà una terza parte a garantire la sicurezza delle navi che trasportano il grano ucraino insieme alla Russia e alla Turchia. “Siamo riusciti a raggiungere un accordo a Istanbul: l’Ucraina sminerà i porti e lascerà che le navi prendano il mare, mentre Russia, Turchia e un’altra parte, che sarà determinata in seguito, scorteranno le navi verso il Bosforo”, ha dichiarato il ministro russo.

Kiev intanto assicura che “continueranno i preparativi tecnici per l’avvio delle esportazioni di prodotti agricoli dai nostri porti” nonostante gli attacchi. A dirlo su Facebook è il ministro delle Infrastrutture ucraino Oleksandr Kubrakov, che venerdì ha firmato gli accordi a Istanbul per lo sblocco del grano dai porti ucraini.

Nel raid russo sul porto di Odessa “sono stati distrutti una nave da guerra ucraina e un deposito di missili Harpoon forniti dagli Stati Uniti a Kiev”. Lo ha precisato il ministero della Difesa di Mosca che ammette l’attacco. Secondo il portavoce, i missili a lungo raggio hanno colpito “un cantiere navale” nel porto e le capacità di produzione dell’impianto di riparazione e ammodernamento delle navi della Marina ucraina sarebbero state messe fuori servizio. Precedentemente, la Russia aveva negato tramite il governo turco di aver compiuto un attacco sul porto, che è cruciale per l’intesa sull’export di grano ucraino siglata giorni fa a Istanbul.

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