Ucraina: Nato, manderemo altre armi a Kiev. Guerini: “Putin ha sbagliato calcoli”

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse in foto Lorenzo Guerini

BRUXELLES – Continuare a dare aiuti militari all’Ucraina e tenersi fuori dal conflitto. E’ quanto hanno concordato i ministri della difesa dei 30 paesi Nati riuniti nel quartier generale di Bruxelles. L’incontro è stata l’occasione per “rendere omaggio al coraggio del popolo ucraino e delle forze armate ucraine” e prepararsi al grande evento della prossima settimana, quando i leader alleati, compreso il presidente Usa Joe Biden, si riuniranno per un Consiglio straordinario convocato dal segretario generale Jens Stoltenberg.

I ministri alleati hanno ribadito la forza della loro unità che finora tiene il punto sul no all’ipotesi della ‘no-fly zone’ che significherebbe un’entrata nel conflitto di fatto. “Gli alleati sono uniti sia nel fornire supporto all’Ucraina ma anche nel dire che la Nato non dovrebbe dispiegare forze sul terreno o nell’aria perché abbiamo la responsabilità che il conflitto non si estenda oltre l’Ucraina”, ha detto Stoltenberg. E questa unità è l’elemento che dovrebbe spingere Putin a negoziare, secondo il ministro della difesa, Lorenzo Guerini. “Putin ha sbagliato due calcoli, voleva meno Nato e si trova più Nato, scommetteva su un’Unione europea divisa e in realtà l’Unione europea è più forte e più coesa – ha affermato a margine dell’incontro -. Credo sia il momento in cui se ne deve rendere conto e si inizia a discutere per trovare una soluzione pacifica”. Al quartiere generale della Nato erano ospiti anche i partner Finlandia, Svezia, Georgia e Unione Europea, nonché il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, che ha aggiornato i presenti sulla situazione in Ucraina.

Per ora non decolla l’idea di una missione di pace della Nato, lanciata dal vicepremier polacco Jaroslaw Kaczynski dopo aver incontrato a Kiev il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, insieme al premier polacco Mateusz Morawiecki e al premier della Repubblica Ceca, Petr Fiala. “Una missione che sarà in grado di difendersi, che opererà sul territorio ucraino”. “Penso che non possiamo noi giudicare le posizioni che Zelensky e l’Ucraina assumeranno”, ha detto il ministro Guerini commentando anche l’ipotesi sull’adesione alla Nato ed elogiando la “resistenza eroica” del presidente ucraino. Ipotesi che, se già prima non fosse mai stata ancora ufficialmente formulata, si allontana sempre di più dopo le parole di Zelensky che ammettono l’impossibilità di Kiev di aderire per i prossimi anni all’Alleanza militare del blocco occidentale.

Adesione che avrebbe comunque richiesto un processo lungo e il soddisfacimento dei requisiti, tra cui quello della stabilità, di non aver conflitti, di rispettare le minoranze interne. Insomma, una strada lunga che richiede anche il consenso tutti gli altri 30 alleati. Spetta all’Ucraina decidere se e quando aderire alla Nato e spetta agli alleati decidere su questo tema, non alla Russia”, è il mantra ripetuto da Stoltenberg.

L’Alleanza, che ha deciso di rafforzare il fronte Est, punta anche a dare supporto a paesi come la Georgia, di cui oggi era presente il ministro, che non fanno parte né dell’Ue, né della Nato e che sono dunque più esposti alla pressione russa. “Una delle lezioni che dobbiamo imparare da ciò che sta accadendo oggi in Ucraina è che dobbiamo sostenere questi paesi che ora sono a rischio. È meglio sostenerli e aiutarli ora che dopo un intervento militare”, ha rimarcato.

Nella stessa situazione c’è la Moldavia mentre osservati speciali per rischi di destabilizzazione sono i paesi dei Balcani con particolare importanza alla Bosnia Erzegovina, dove oggi si è recato in visita l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell. Non a caso anche il ministro Guerini ha invitato oggi a “essere vigili sui possibili riverberi della crisi nei Balcani, così come sulla presenza russa nel Mediterraneo e in Africa con Wagner”.

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