Umbria, Marini: “Mi sono dimessa per me, Pd malato di giustizialismo”

L'ex governatrice dell'Umbria delusa dalle parole di alcuni vertici del Partito Democratico

Catiuscia Marini e Luciano D'Alfonso (foto Vincenzo Livieri - LaPresse)

MILANO – “Non è corretto dire che mi sono sentita mollata dal mio partito. Sicuramente alcune dichiarazioni mi hanno sorpreso. E ferito”. Lo dice a Repubblica la ex governatrice dell’Umbria Catuiscia Marini che si è dimessa in seguito all’inchiesta sulla sanità regionale. “Pensavo che il Pd del 2019 – aggiunge – fosse una forza riformista e garantista, non una comunità di giustizialismo. Mi sbagliavo”. Marini, spiegando che “il giustizialismo è una malattia”, precisa, però, di non essere stata costretta a dimettersi dal partito: “Stavo ragionando da un po’ su come ritrovare la libertà di difendermi. Non potevo essere un presidente in carica che si deve proteggere da accuse ingiuste. Rimanere presidente avrebbe limitato le mie possibilità di reagire. Non l’ho fatto per il partito, l’ho fatto per me”.

L’ex governatrice dell’Umbria delusa dalle parole di alcuni vertici del Partito Democratico

Poi, una critica al Pd: “Ma sa cosa penso? Se fossi stato un presidente uomo dal Pd non avrebbero fatto quelle dichiarazioni”. E ancora: “Basta vedere come sono stati difesi dal Pd governatori maschi coinvolti in indagini con reati in alcuni casi piuttosto gravi. Sicuramente più gravi di quello per cui sono indagata a Perugia. Perché presumendo l’illiceità dei miei comportamenti stiamo parlando di concorso in abuso d’ufficio”.Informazioni


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