Usa, voleva attaccare la Casa Bianca: arrestato un 21enne radicalizzato

L'uomo voleva vendere la sua auto in cambio di armi

MILANO – Voleva attaccare la Casa Bianca con esplosivi artigianali e un razzo anti-carro, per poi aprire il fuoco con armi semi-automatiche. Con questa accusa è stato arrestato mercoledì un 21enne della Georgia, identificato come Hasher Jallal Taheb. Che secondo la segnalazione ricevuta dagli inquirenti si era radicalizzato, aveva cambiato nome e anche pianificato di andare all’estero per unirsi all’Isis. L’attacco, secondo i media Usa, sarebbe dovuto avvenire intorno a giovedì. Nonostante qualche giorno prima l’uomo avesse dichiarato di non avere mai usato una pistola nella vita.

Il piano, ricostruisce la Cnn, è saltato grazie all’Fbi. Per la riuscita, infatti, Taheb doveva collaborare con altre due persone. Che in realtà erano un agente del Bureau sotto copertura e una fonte confidenziale dell’Fbi. A far scattare le indagini, appunto, una soffiata, proveniente da qualcuno in Georgia: Taheb viveva infatti a Cumming, poco a nord di Atlanta.

Il giovane è entrato in contatto con gli agenti dell’Fbi quando ha provato a vendere il suo veicolo. E’ in quella occasione che avrebbe detto alla fonte del Bureau che voleva recarsi nel territorio controllato dall’Isis. Ma che, dal momento che non aveva il passaporto Usa, avrebbe cominciato a pianificare attacchi della jihad negli Stati Uniti. Individuando come possibili obiettivi la Casa Bianca e la statua della libertà. Agli agenti avrebbe detto, a dicembre, che se rimanevano negli Usa potevano fare più danni. E una settimana dopo avrebbe descritto all’infiltrato il suo piano per attaccare la West Wing della Casa Bianca.

Infine l’arresto, racconta la Cnn, è avvenuto quando Taheb pensava che avrebbe venduto delle auto in cambio di tre fucili, tre ordigni esplosivi e un’arma anti-carro. Secondo l’Fbi, nel piano di attacco non erano coinvolti complici.

(LaPresse)


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