Mirko Vucinic è passato dall’altra parte della barricata, diventando commissario tecnico del suo Montenegro. L’ex attaccante, ricordato in Italia con le maglie di Lecce, Roma e Juventus, ha analizzato la stagione di Serie A, senza risparmiare giudizi netti sul suo ex club.
Interrogato sul sesto posto in campionato della Juventus, Vucinic ha usato parole chiare: “Certamente è un fallimento. Per un club come la Juventus, il più titolato in Italia, chiudere così è sicuramente un grande insuccesso”. L’ex giocatore non ha voluto approfondire le cause, ma ha espresso fiducia nella capacità di reazione della società: “Credo che il club abbia fatto un’analisi e saprà sicuramente reagire nel modo giusto”.
Sempre in ottica bianconera, il CT ha parlato del giovane connazionale Vasilije Adzic. “Il suo talento è indiscutibile, può risolvere le partite. Il problema è che non gioca e questo è lo scenario peggiore per un giovane. Per lui è cruciale trovare una squadra in cui giocherà 90 minuti, solo così potrà sviluppare il suo potenziale e portare valore alla nazionale”.
Nei suoi ricordi c’è un posto speciale per Luciano Spalletti, suo tecnico alla Roma. “Con Spalletti ho vissuto stagioni splendide”, ha affermato, ricordando il gol che eliminò il Real Madrid dalla Champions. Sulla qualificazione europea della Roma ha aggiunto: “La stagione è stata altalenante, ma hanno raggiunto l’obiettivo principale, ed è ciò che conta”.
Vucinic ha espresso felicità anche per la salvezza del Lecce, club che lo ha lanciato nel 2001. Sul tema degli attaccanti in Italia ha menzionato il connazionale Nikola Krstovic: “È un ottimo giocatore e lo ha dimostrato con il Lecce, è stato determinante”. Riguardo la presunta carenza di bomber ha poi aggiunto: “Non è un problema generale, basta guardare l’Atalanta”.
Attualmente, Vucinic è concentrato sul suo ruolo di commissario tecnico. “Mi sono preparato e sono molto motivato. Mi dedico completamente al lavoro per fare qualcosa di buono per la nazionale del mio paese”. L’obiettivo è la Nations League: “Vogliamo prepararci al meglio e ottenere risultati all’altezza”.
Diventare allenatore ha cambiato la sua prospettiva: “Ci sono differenze incomparabili con la vita da calciatore. Il tecnico deve considerare moltissimi aspetti, dalla tattica alla psicologia del gruppo”. Nonostante l’impegno con il Montenegro, il suo sguardo è rivolto al futuro: “In futuro mi piacerebbe allenare in Serie A. Prima, però, cercherò di ottenere tutto ciò che voglio con la nazionale”.





