Pd,485 donne firmano documento parità genere: superati da M5S e destra

Roma, 11 apr. (LaPresse) – “Per la prima volta il Partito Democratico è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal Movimento 5 Stelle e dalla Destra e mentre chi ha vinto le elezioni affida la leadership dei gruppi parlamentari e le cariche istituzionali alle elette, nel PD un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e “trattative” di soli uomini”. E’ quanto si legge in un estratto di ‘TowandaDem’ il documento sottoscritto da centinaia di politiche del Pd – al momento 485 – a difesa della parità di genere e in segno di protesta nei confronti della composizione delle liste elettorali.

Nel documento, sottoscritto fra le altre da Magda Zanoni, Sesa Amici e Monica Cirinnà, si accusa anche la legge elettorale con cui si è andati alle elezioni il 4 marzo.”Nella scorsa legislatura, anche grazie alle primarie con la doppia preferenza di genere, eravamo il gruppo più rosa del Parlamento. Abbagliate dal primo Governo con il 50 e 50, ci siamo fidate.

Abbiamo pensato: è fatta. Un errore politico fatale che non ripeteremo mai più.Mai più pluricandidature femminili di poche per far eleggere molti uomini. Sono bastate le pluricandidature di 8 donne per escludere 39 candidate e favorire l’elezione di altrettanti uomini. Il cinismo non ha sortito pienamente i propri effetti perché il “flipper” si è incagliato nella batosta elettorale. Il tutto in violazione palese dello Statuto e nel silenzio degli organismi preposti al controllo”, scrivono le donne.

“Annullata di fatto la Conferenza delle Democratiche prevista dallo Statuto – proseguono -, nel Partito è stato istituito il “dipartimento mamme” separato dal “dipartimento pari opportunità” con l’ulteriore paradosso di veder comparire nei 100 punti di programma -mai condivisi con alcuno- temi controversi mutuati dalla destra. È arrivato il momento di passare dalle promesse alle azioni. La crisi di identità del Partito Democratico e dei Partiti del Socialismo Europeo nasce dalla difficoltà a rappresentare i bisogni della società e soprattutto delle fasce più deboli che inevitabilmente si sono affidate a promesse populistiche o si sono chiuse nelle paure. Abbiamo perso la sfida contro le disuguaglianze. Non abbiamo saputo costruire una visione di società offrendo un orizzonte in cui credere e sperare”. “Per questo – concludono le democratiche – vogliamo essere protagoniste della necessaria fase costituente del Partito Democratico a cominciare dall’effettiva rappresentanza paritaria ad ogni livello, ispirata a merito, competenze e rappresentantività politica territoriale, piuttosto che a logiche di fedeltà politica. Ferma restando la necessità di rilanciare la Conferenza delle Democratiche, da subito ci mettiamo al lavoro per riannodare fili con la società e ridare credibilità e forza al Partito Democratico”. Tra le firmatarie anche Chiara Braga e Paola Bragantini.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome