Mafia e droga nel foggiano, tre arresti

Una lunga attività di indagine ha permesso questa mattina alla polizia di arrestare tre persone. Sarebbero legate alla figura di Girolamo Perna da tempo in lotta con il clan Raduano per l'egemonia nello spaccio di droga nel Gargano

Foto Pietro Masini - LaPresse

VIESTE – Un’operazione anti-mafia pianificata da tempo che si è concretizzata, dopo una complessa indagine, nell’arresto di tre persone da parte della polizia.

Le indagini e gli arresti

In manette sono finiti infatti due uomini originari di Vieste ed un terzo di Manfredonia. Per loro, secondo gli inquirenti, l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con l’aggravante di aver favorito un clan mafioso. L’operazione è stata svolta all’alba e rappresenta l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che era stata richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia. La stessa, infatti, ha avallato un’indagine del gruppo Gargano della polizia di Stato denominata ‘Agosto di fuoco’.

La guerra tra clan nel Gargano

L’attività investigativa ha riguardato nel caso specifico il gruppo criminale facente a capo a Girolamo Perna. Il riferimento è dunque a quanto accaduto in passato e in tempi piuttosto recenti all’interno della violenta guerra di mafia intercorsa con la fazione contrapposta facente capo a Marco Raduano. I due clan, infatti, da tempo sono considerati rivali sul territorio garganico. Tra gli stessi la ‘sfida’ riguarda il controllo egemonico del territorio Viestano per l’assunzione del monopolio nella stessa provincia nella gestione e nel commercio degli stupefacenti.

Pochi giorni fa gli arresti di tre pregiudicati legati al clan Moretti

L’operazione fa il paio con quella eseguita appena quattro giorni fa non lontano da qui. In quell’occasione, infatti, la polizia diede esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre pregiudicati, considerati vicini alla batteria criminale foggiana facente capo al boss Rocco Moretti. I tre, secondo gli inquirenti, si erano resi responsabili di una tentata estorsione ai danni di un foggiano, titolare di un’attività commerciale.

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